Come visitare il Kawah Ijen in fai da te

Reso noto al grande pubblico negli ultimi anni grazie ai servizi di National Geographic, questo vulcano si trova sul lato est dell’isola di Java in Indonesia. Alto 2799 m, nel suo cratere c’è il lago acido più grande del mondo ed è famoso per il fenomeno delle “fiamme blu”.

Dalle fessure del cratere esce in effetti del gas solforico a temperature di 600°C che di notte assume il caratteristico colore blu elettrico a causa delle reazioni chimiche con l’aria.

Parte di tale gas poi, condensandosi e solidificandosi, origina lastre di cristalli di zolfo sulle pareti del cratere. Lo zolfo come materia prima ha innumerevoli usi nell’industria, ecco perché questo vulcano è anche tristemente famoso per essere un luogo di lavoro fra i più pericolosi al mondo. Proprio così, ogni giorno decine di minatori scendono nel suo cratere per raccogliere quello che viene chiamato “l’oro del diavolo”, proprio lo zolfo: i blocchi solidificati vengono scheggiati a mano, caricati in ceste fino a 80 kg e portati a spalla fin sulla cresta e poi a valle a piedi. Tutto questo durante la notte, immersi nei fumi tossici del vulcano senza nessun equipaggiamento protettivo e per una misera paga.

Se tutto ciò non bastasse, il sentiero che scende dalla cresta fino all’interno del cratere è stretto, ripido e per la maggior parte a strapiombo, ecco perché è importante non ostacolare i lavoratori durante il loro percorso e lasciare sempre loro la precedenza.

Per rispetto verso questi lavoratori non li vedrete in foto ma potete leggere direttamente l’articolo di National Geographic.      

L’ascesa a questo vulcano, soprattutto di notte, è comunque un’esperienza unica ed emozionante, anche se faticosa e non adatta a tutti a causa della forte pendenza del trekking, ma questo lo vedremo dopo.

Come arrivare al Kawah Ijen

Banyuwangi è la destinazione da raggiungere come base per salire sul Kawah Ijen da cui dista circa 30 chilometri.

Ci sarebbe anche Bondowoso dall’altra parte del vulcano, ma è più lontana e meno comoda per gli spostamenti.

Minivan

A prima vista potrebbe sembrare il mezzo di trasporto più comodo ed economico, ma non bisogna sottovalutare il traffico onnipresente. Viaggiare su strada in Indonesia significa sopportare trasferimenti lunghissimi, con tempi che si dilatano a dismisura, perdendo molto tempo in strada e col rischio di non arrivare in tempo alle tappe definite. Se ci sono mezzi più veloci e affidabili vale davvero la pena rischiare?

Treno

I treni a Java sono efficienti, puntuali e affidabili, qui troverete tutte le istruzioni per poterli prenotare sul sito en.tiket.

La stazione di arrivo del treno si chiama Bayuwangi Baru (BW) ed è quella vicina al porto di Ketapang, da dove partono i traghetti per l’isola di Bali. Noi però siamo scesi 2 fermate prima, alla stazione Karangasem (KNE), che è quella a nord di Banyuwangi e più comoda per il nostro alloggio.

Dalla stazione di Probolinggo (quella del monte Bromo) sono quasi 5 ore di viaggio.

Da Surabaya Gubeng sono quasi 7 ore di tragitto.

Volo

Da Surabaya (Juanda Airport) e Giacarta è possibile anche arrivare in aereo al vicino aeroporto di Blimbingsari a prezzi interessanti, ma per la mia esperienza di ritardi e cancellazioni coi voli indonesiani, può non essere affidabile al 100%.

Dove dormire per Kawah Ijen

Dovendo solo riposare qualche ora va bene qualunque opzione economica, noi abbiamo alloggiato su una casa sull’albero a Tree House @ Ijen Shelter.

Una volta arrivati a Banyuwangi sarà sufficiente reperire un autista per il trasporto a/r per Pos Paltuding, la base di partenza del trekking. La Jeep non è strettamente necessaria perché la strada di accesso è asfaltata e in buone condizioni. Qualunque hotel potrà trovarvi un autista (anche il nostro aveva prezzi onesti), ma noi abbiamo preferito contattarne uno in anticipo per farci venire anche a prendere alla stazione e poi portarci al porto per il nostro spostamento a Bali compreso nel prezzo.

Attenzione anche ai prezzi, perché alcuni hotel più isolati cercano di approfittare della loro situazione con un ricarico eccessivo del prezzo o l’obbligo di pagare anche una guida che in realtà non è necessaria, minacciando di lasciarvi in hotel se non ottemperate alle loro richieste. Noi abbiamo speso circa 30€ a/r (varia anche in base al vostro alloggio, noi eravamo già a metà strada).

Gli autisti che ci hanno portato in giro, entrambi simpatici, onesti e affidabili, possono essere contattati in anticipo tramite WhatsApp:

  • Fendy che ha la Jeep +62 852 59887735
  • Irwan una monovolume +62 812 49317441.

Kawah Ijen di giorno o di notte?

L’escursione al Kawah Ijen può essere fatta di notte, per vedere le fiamme blu in fondo al cratere, oppure al mattino presto per vedere l’alba sul lago turchese o in qualunque altro momento della giornata di vostra preferenza ma noi siamo arrivati fin qui apposta per vedere i blue fire.

L’escursione notturna per le fiamme blu

La partenza ideale dal campo base di Pos Paltuding per i blue fire è all’1.00 max 1.30.

Dovendo arrivare da Banyuwangi dovete calcolare 90 minuti di strada, se invece trovate alloggi più vicini date un occhio a Maps stando larghi, la strada è in salita, stretta e tutta curve.

Dopo aver pagato il biglietto di ingresso, si saluta l’autista che ci attenderà lì e ci si dirige all’inizio del trekking, un terreno battuto abbastanza ampio che si arrampica sulla montagna. Con noi ci sono molti altri escursionisti insieme anche ad alcuni minatori, impossibile sbagliarsi e nessun bisogno di guide.  

Qui inizia la salita di 3,5 km. Il primo chilometro e mezzo è quello più ripido e impegnativo, e non esagero quando dico che la pendenza è fortissima, è talmente scosceso che i tendini di achille tirano da subito. Sempre alla luce delle torce, insieme a noi salgono dei ragazzi con dei carrettini trainati da corde che per circa 50€ a/r porterebbero su alla cresta, quindi se proprio non ce la fate potreste approfittarne.

Dopo il primo chilometro c’è anche un chioschetto che vende bevande e snack e ci sono dei bagni.

Gli altri 2 chilometri hanno invece una pendenza più dolce, costeggiano la montagna e il buio intenso è l’ideale per ammirare le stelle.

La via lattea su Kawah Ijen

Ma non attardatevi troppo! In base al proprio passo in 1h30/2h si arriva alla cresta, dove i fumi di zolfo iniziano ad essere fastidiosi e si inizia a sentire il rombo del vulcano.

In base alle giornate, i fumi e la nebbia non permettono visibilità quindi sembra di essere immersi in una nuvola ma non ci si può sbagliare, arrivati sulla cresta e costeggiandola verso destra si arriva al punto di inizio del sentiero per la discesa nel cratere.

Iniziando la discesa alle 3.00 pochi scendono e nessuno sale, e questo è un bene perché la discesa al cratere è ripida, scivolosa, il sentiero è roccioso, alcuni sassi non sono stabili e occorre fare attenzione a dove si mettono i piedi, in alcuni punti si è totalmente esposti sul vuoto e in base al vento i fumi di zolfo sono irritanti nonostante le maschere antigas.

Indossare le maschere antigas è necessario per non inalare i fumi tossici

In mezzora circa si arriva sul fondo e finalmente sono visibili le fiamme blu generate dal gas. In base alla quantità di gas possono essere più o meno grandi o magari non esserci del tutto, noi siamo stati fortunati.

La sensazione che si prova sul momento è molto emozionante, come essere in un film di fantascienza: il buio, le torce, le maschere, il fatto di non avere nessuna cognizione di cosa ci circonda, di non sapere come sia il paesaggio, i fumi puzzolenti, il rombo del vulcano…

Alle 4.00 le fiamme blu non sono quasi più visibili, probabilmente a causa dei primi di raggi di luce, ma è necessario tornare su per rispettare la tabella di marcia.

Il percorso inverso è ora molto impegnativo perché una fiumana di gente sta scendendo e per la maggior parte del sentiero non è possibile passare nei due sensi contemporaneamente quindi ci si ferma negli anfratti per lasciare passare, sia i turisti, sia i lavoratori che iniziano a salire col loro carico sulle spalle.

Di nuovo sulla cresta sono visibili le prime fioche luci, il punto di osservazione dell’alba sul lago vulcanico è a circa 20 minuti sopra di noi ma ci rendiamo conto che la nebbia e i fumi nascondono completamente il fondo del vulcano. Sono le 4.30 e manca poco meno di 1 ora all’alba, decidiamo quindi di proseguire a costeggiare tutta la cresta.

Arbusti sospesi sul crinale interno del cratere

In circa 50 minuti arriviamo dalla parte opposta rispetto a dove siamo saliti. Qui c’è un viewpoint che si affaccia direttamente sulla costa est di Java, sul sorgere del sole e sul vulcano Baluran e le sue fumarole.

Alba sulla costa est di Java e sul vulcano Baluran

Purtroppo fumi e nebbia impediscono la visuale nel cratere.

Nebbia nel cratere

Circa un’ora dopo, quando torniamo al punto di partenza sulla cresta, la nebbia a tratti si dirada permettendoci finalmente di vedere anche il lago.
Davvero splendido.

Il lago nel cratere e i fumi sulfurei che formano i gialli depositi di zolfo

I nostri consigli

  • Obbligatori sono torce, maschere antigas e scarpe da trekking, il rischio di scivolare e farsi male è molto alto.
  • Vestitevi a strati perché in attesa dell’alba può fare molto freddo, kway, maglie termiche e pile possono fare al caso vostro.
  • Se proprio volete una guida è possibile trovarne alla partenza del trekking ma non è necessaria.

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2 risposte a “Come visitare il Kawah Ijen in fai da te”

  1. Che escursione spettacolare ! Direi che vale la pena farla anche solo per vedere la Via Lattea in questo modo!!

  2. Saretta dice:Autore

    Sicuramente sì! A patto di faticare un po’ 🙂

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