La Valle Sacra: il nostro tour e cosa vedere

La Valle Sacra: il nostro tour e cosa vedere

24 Ottobre 2019 8 Di Sara S

Negli articoli precedenti abbiamo visto, dapprima come organizzare gli itinerari da Cusco e come visitare la città stessa in: Guida a Cusco e dintorni: cosa vedere e come organizzarsi.

Poi abbiamo trattato nello specifico le 4 rovine dei dintorni di Cusco in: I dintorni di Cusco e Sacsayhuaman: cosa vedere.

Questa volta ci concentriamo nello specifico sulla Valle Sacra: dettaglieremo le cose da vedere nella Valle e poi vi racconteremo il nostro tour.

Pisac

A 33 chilometri da Cusco ma in direzione opposta rispetto ai siti successivi, troviamo questo vivace villaggio ai piedi di antiche rovine inca.

Le viette di Pisac

Nel centro di Pisac ogni martedì, giovedì e domenica si tiene ufficialmente il Mercado de Artesanias, ma in realtà sembra che ormai si tenga tutti i giorni.

Per noi è stato il mercato più vario e dai prezzi più interessanti trovato in Perù, abbiamo fatto ottimi affari.

In alcuni punti del villaggio potete vedere i grossi forni di argilla che vengono usati da decenni.

In particolare el Horno Colonial San Francisco risale al 1830, si trova vicino alla chiesa sulla Plaza de Armas. Qui potrete assaggiare le famose empanadas insieme a un sorso di chicha morada (succo di mais nero).

Le rovine inca

La visita delle rovine inca di Pisac coi suoi terrazzamenti è accessibile col boleto turistico.

Il panorama sui terrazzamenti coltivati a perdita d’occhio è davvero mozzafiato. Le rovine sono divise in vari blocchi e il sentiero passa attraverso i terrazzamenti. C’è anche una sezione con delle tombe inca, ma se sia visitabile o meno dipende dai lavori che vi stanno facendo.

Salendo sulla sommità si arriva al centro cerimoniale, dove, proprio sulla cima, trovate invece un Intihuatana, il pilastro che gli inca usavano per le loro osservazioni astronomiche.

Le guide disponibili all’ingresso vi spiegheranno le diverse funzioni delle zone della cittadella.

Come arrivare a Pisac in fai da te

In calle Puputì a Cusco c’è la stazione dei colectivos per Calca: questi fanno tappa a Pisac, al costo di 4 soles a testa. Partono ogni 10 minuti circa, soprattutto quando sono pieni, avvisate l’autista che dovete scendere a Pisac. Arriverete in circa 1 ora.

Al ritorno aspettate il colectivo nello stesso punto in cui siete scesi all’andata ma sul lato opposto della strada.

Dal villaggio alle rovine, se non volete fare a piedi la salita di un paio d’ore, basterà usufruire dei servizi di uno fra i numerosi taxi che vi si avvicineranno.

Chinchero

Chinchero è un villaggio a 30 chilometri da Cusco, solitamente la prima tappa di un tour nella Valle Sacra.

Si trova a 3762 metri di quota, quindi più in alto di Cusco.

Non affaticatevi, e soprattutto, se salendo le scalinate vi superano vecchiette cariche di merce sulla schiena, non ve la prendete troppo, vi faranno un sorriso di incoraggiamento!

A Chinchero potete ammirare delle rovine inca, una chiesa coloniale, un mercato, ma soprattutto il centro storico del villaggio, davvero suggestivo.

Per entrare sia nel villaggio che nelle rovine è necessario il boleto turistico.

La chiesa coloniale di Chinchero è una delle più belle della valle, mentre la passeggiata fra le sue viette e scalinate fa sentire davvero in un’atmosfera d’altri tempi. Il villaggio è generalmente molto tranquillo, una visita sicuramente piacevole.

La chiesa coloniale di Chinchero

La domenica nel mercato in Plaza de Armas si può assistere al baratto fra la gente del posto, mentre in paese potete visitare il Centro de Textiles Tradicionales, per spiegazioni sulla tecnica di filatura, lavaggio, tintura naturale e tessitura delle lane di alpaca e vigogna.

Le rovine inca di Chinchero si devono a Tupac Yupanqui, il figlio di Pachacutec, che lo scelse per costruirvi case, acquedotti e terrazzamenti. Grazie alla fertilità di questa zona, Chinchero divenne uno dei maggiori produttori di patate e cereali dell’impero inca. Ecco il perché dell’importanza del suo mercato.

Viette di Chinchero con bancarelle

Come arrivare a Chinchero in fai da te

Da Avenida Grau a Cusco partono i colectivos per Urubamba: scendete a Chinchero, dopo circa 45 minuti di tragitto.

Se però intendete unire anche le visite successive di Maras, Moray e Ollantaytambo, forse è meglio usare un taxi perché fra l’uno e l’altro perdereste un pochino di tempo.

Nuovo aeroporto in costruzione

Sì, proprio così, è in costruzione un nuovo aeroporto a Chinchero per alleggerire il traffico aereo su Cusco, speriamo che non sia il preludio ad un’invasione incontrollata della valle!

Saline di Maras

Le saline si trovano a 5 chilometri dal villaggio di Maras, a 40 chilometri da Cusco.

Fin dall’epoca inca, queste migliaia di vasche sono state utilizzate per estrarre il sale da una sorgente termale ricca di sodio in cima alla valle. Tuttora l’acqua viene deviata nelle saline e qui, grazie al sole, fatta evaporare.

Inutile dire quanto questo paesaggio sia surreale e assolutamente spettacolare! Queste vasche bianche sono abbaglianti, si arrampicano sulla collina fino a formare un favoloso mosaico in tutti toni del bianco e beige.

La prima vista è dall’alto della collina, dopodichè si scende su una strada sterrata e polverosa fino alle saline.

Attenzione: da giugno 2019 non è più consentito ai visitatori l’accesso alle saline di Maras. Sarà possibile solamente arrivare fino al belvedere sulla valle, ma non camminare fra le vasche.

Moray

Nei pressi di Maras, a 74 chilometri da Cusco, l’attrazione principale di Moray sono dei terrazzamenti concentrici che formano una sorta di anfiteatro. Ogni livello ha un suo particolare microclima in base alla profondità.

L’ipotesi più plausibile sull’utilizzo di questo luogo è che fosse un laboratorio agricolo per gli inca: questi cerchi concentrici a diversa profondità rivelavano il microclima ideale per le colture inca.

Ogni terrazzamento è alto 2 metri, nell’anfiteatro più grande la profondità è pari a 100 metri. La temperatura cambia di circa 15 gradi fra il livello più alto e quello più basso.

In questo modo gli inca riuscirono a coltivare più di 250 specie vegetali.

È possibile scendere nei terrazzamenti per sperimentare di persona il cambiamento di temperatura.

Come arrivare a Moray

Arrivare a Moray in fai da te non è molto agevole, è possibile arrivare in bus solo fino al desvio Maras, da qui sarà necessario prendere un taxi per Moray e le saline di Maras.

Ollantaytambo

Il grazioso villaggio di Ollantaytambo è dominato dalle imponenti rovine inca della fortezza omonima.

Questa fortezza era fra le più importanti dell’impero ed è ricordata per essere quella dove, per una volta, i conquistadores spagnoli vennero sconfitti in battaglia.

La vittoria di Ollantaytambo

La storia narra che, nel 1537, dopo la sconfitta di Sacsayhuaman, Manco Inca si era rifugiato in questa roccaforte con un manipolo di uomini.

All’arrivo degli spagnoli, questi pochi inca li avevano già messi in difficoltà con una pioggia di frecce, lance e massi dalle terrazze della ripida fortezza quando, abilmente, Manco Inca uso i canali della pianura sottostante per allagarla. A quel punto gli spagnoli ordinarono la ritirata.

Tempo dopo si ripresentarono in maggior numero e a quel punto Manco Inca dovette rifugiarsi a Vilcabamba, nella sua roccaforte nella giungla, dove il suo regno sopravvisse fino al 1572.

La funzione di Ollantaytambo

Al di là della sua costruzione imponente, Ollantaytambo era soprattutto un centro cerimoniale.

A circa 6 chilometri di distanza è possibile visitare la cava dalla quale gli inca estraevano i grossi massi di pietra per la costruzione e li trasportavano a Ollantaytambo. Non avendo attrezzi o altro, li trasportavano tramite la forza dell’acqua del fiume, ingegnosamente deviato per spingerli nella direzione corretta.

La visita di Ollantaytambo

La fortezza si sviluppa su diversi livelli, è necessario salire i ripidi gradoni di pietra a sinistra del sito per poi proseguire in alto fino a scendere dal lato opposto.

La veduta della pianura e del villaggio sottostante è mozzafiato, soprattutto se la visitate di mattina o negli orari centrali della giornata, perché di pomeriggio invece la fortezza fa ombra a tutto.

Il boleto turistico, vedi qui, è necessario per visitare il sito inca.

Il punto di partenza della visita e la scalinata visibile in fondo

Punti di vista alternativi

Le rovine di Pinkuylluna, molto poco conosciute, offrono bellissimi scorci dall’alto di tutta la fortezza.

Il sentiero per l’accesso, gratuito, inizia in Calle Lares: trovate il punto di inizio anche su Google Maps.

La salita è molto ripida, ma dura solo 30 minuti. Gli scarponcini da trekking sono indispensabili.

Come arrivare a Ollantaytambo in fai da te

Sulla strada per Urubamba trovate i colectivos per Ollantaytambo.

Attenzione: quasi sempre i colectivos che partono da Urubamba per Ollantaytambo sono pienissimi ed è difficile salirvi al volo sulla strada.

Sarebbe meglio quindi poter prendere il combi alla stazione di partenza di Urubamba.

Il nostro tour one-way da Cusco a Ollantaytambo

Dopo un’ottima notte di riposo, siamo pronti per una nuova giornata.

Saliamo in terrazza per la colazione e il nostro consueto matè di coca. Io ricomincio col trattamento antidolorifico, con una pastiglia da 400 mg di ibuprofene: per fortuna mi rimane ancora un blister dopo il trattamento inutile fatto 2 settimane fa sempre per la tendinite.

Caricati i nostri zaini piccoli in taxi, lasciamo gli altri bagagli in uno stanzino apposito del nostro hotel, il Munaycha Casa Hospedaje.

Facciamo conoscenza col nostro nuovo autista, su una Toyota Yaris berlina (??) rossa e intraprendiamo la strada che ci separa dalla prossima meta, Chinchero.

Chinchero

L’autista ci porta su una collina da cui si vedono le rovine dell’antica città dall’altro lato, la vista è molto bella e ne siamo soddisfatti.

C’è anche un mercatino locale, però non ci piace quello che espone.

Ci lascia quindi all’ingresso del paese per poterlo esplorare in autonomia: qui mostriamo il nostro boleto turistico, necessario per visitare il villaggio.

L’artigianato locale

Percorriamo le stradine in salita rovistando fra le varie bancarelle. Osserviamo un locale al lavoro, intento a intagliare dei disegni bellissimi su una zucca enorme. Lui è davvero un artista, intaglia con un semplice coltello dei disegni estremamente particolareggiati ed elaborati e ce ne illustra anche il significato.

Naturalmente ci sono anche zucche più piccole, ma purtroppo per lui sono quei tipi di souvenir che non compreremmo mai, non solo non abbiamo spazio negli zaini, ma poi sono oggetti attira polvere e, come avrebbe detto mia nonna, “impacciacasa“.

Le strade sono purtroppo tutte molto ripide, e io soffro per la tendinite, quindi dopo un giretto di una mezzora circa decidiamo di tornare all’auto. Lasciamo stare la visita alla zona archeologica da vicino, pazienza, tanto il marito non è affatto un appassionato.

Verso le saline di Maras

Risaliti in auto ci dirigiamo ora verso Maras, la visita alle saline è forse fra i momenti più attesi di tutto il viaggio e non deluderà le aspettative!

Ne abbiamo la prima visione dall’alto, rimaniamo a bocca aperta per una buona decina di minuti (chiudendola al passaggio di auto e pullman, perché siamo su sterrato e la polvere vola…)

Scendiamo e pagando l’ingresso siamo liberi di visitare i dintorni.

Le bancarelle sono onnipresenti, ma ce ne occuperemo dopo, scendendo verso l’ingresso delle saline il nostro sguardo viene rapito da questa meraviglia. Siamo letteralmente ipnotizzati, non riusciamo a distogliere lo sguardo dallo spettacolo davanti ai nostri occhi.

Visita fra le vasche

In veloce successione passano gruppi più o meno numerosi di turisti in tour organizzato, il che è abbastanza problematico visti gli strettissimi passaggi fra le vasche, che spesso non consentono due sensi di marcia ma solo uno.

Siamo molto felici di non farne parte, le guide li incalzano e mettono fretta per andare e venire, mentre noi ad un certo punto scendiamo di un livello, lontano dalla calca, per poterci sedere ai margini delle vasche e goderci il panorama.

Poi sembra che i turisti in tour arrivino tutti o quasi nello stesso momento perché passiamo altri 20 minuti in cui invece il silenzio è sovrano e non c’è nessuno.

In lontananza c’è chi raccoglie sale, chi lo batte. L’eco raggiunge ogni punto di questa valle.

Le vasche di diverse tonalità creano uno scenario unico e vorremmo restare lì tutto il giorno. Solo che non ci siamo spalmati di crema solare, il sole comincia a picchiare forte perché sono già le 12 e abbiamo paura di prenderci un colpo di sole.

Siamo davvero incantati da questa visione. Mio marito scende anche di diversi livelli sfidando i sentierini ripidi e a volte scivolosi di sale. Le foto si sprecano, le saline sono estremamente fotogeniche.

Il ristorante in loco

Decidiamo di tornare indietro per non fare troppo tardi. Tornando diamo un occhio alle bancarelle: qui trovo un bellissimo portafogli a un quarto del prezzo che mi avevano chiesto ad Arequipa.

Alla fine delle bancarelle c’è un ristorantino, non gli darei un sol per il solo fatto di trovarsi qui, ma in effetti se pranziamo adesso guadagniamo tempo.

Entriamo e diamo un occhio al menù a prezzo fisso, ragionevole per essere in un posto come questo, solo 15 soles. Ordiniamo una causa limena e la solita trucha a la plancha, ammirando nel contempo il panorama dai finestroni.

Troppo bello essere qui, tranquilli. Il ragazzo è sveglio e gentile, in poco tempo riceviamo le nostre ordinazioni e devo ammettere che abbiamo mangiato benissimo!

Verso Moray

Ben rimpinzati torniamo verso il taxi e ci rimettiamo in auto per la prossima destinazione, Moray.

La strada tutta sterrata si fa estremamente polverosa. Sembra di essere in una pura nuvola di polvere: filtra in gran quantità da ogni angolo dell’auto, dalle portiere, dai finestrini chiusi, dal lunotto. Ma le auto non dovrebbero essere ermetiche? O almeno le nostre lo sono, questa non lo è per niente. Siamo costretti a riparare ogni oggetto elettronico sotto qualcosa per evitare che si riempia di polvere.

Arrivati a Moray facciamo una battuta all’autista sull’ermeticità dell’auto e lui ci risponde che qui nessuna auto lo è, la polvere entra ovunque anche se è tutto chiuso, possibile?

I terrazzamenti di Moray

Ci dirigiamo all’anfiteatro di Moray e anche qui lo scenario è davvero impressionante. Questi cerchi concentrici che si susseguono a diversa profondità rivelano il microclima ideale per le colture inca e noi non possiamo che essere stupiti dall’intelligenza di questo antico popolo.

Vediamo le persone di sotto piccolissime, rendono davvero l’idea di questo luogo, ma noi evitiamo di scendere per questa volta.

Polvere e polvere

Risaliamo in auto e qui inizia il tratto più pesante del nostro tour.

Se la strada di prima era un po’ polverosa, adesso ci attende una buona ora e venti di tragitto completamente NELLA polvere!

La strada che scende dalla montagna per tornare a livello del fiume Urubamba, attraversarlo e raggiungere Ollantaytambo è tutta completamente una distesa di polvere in movimento, il vento è forte e sembra si porti l’auto.

In breve la polvere diventa un problema: cerchiamo di coprire i nostri apparecchi, telefoni, videocamere, reflex il più possibile, chiuderli più all’interno possibile per salvarli perché questa polvere non lascia scampo. L’autista poi apre il suo finestrino e non si capisce se la polvere è di più o di meno a finestrino chiuso o aperto.

Ad un certo punto non riusciamo più a respirare, siamo costretti a cercare di sbattere fuori un pezzo di felpa e respirare nella sua parte interna perché la polvere è ovunque, in bocca, nel naso, in gola, nei polmoni. Cerchiamo di riderci su, ma sembra davvero di farsi un bagno nella polvere!

Verso Ollantaytambo

Quando finalmente raggiungiamo una strada asfaltata in prossimità del fiume il sollievo è grande, cerchiamo di sbattere fuori dal finestrino buona parte dei nostri vestiti.

Alle 15 circa siamo a Ollantaytambo. Facciamo velocemente il check in nel nostro nuovo hostal, così da lasciarvi gli zaini e farci accompagnare dal nostro taxista all’ingresso del sito prima di farlo rientrare a Cusco.

Col nostro boleto turistico già pagato iniziamo l’esplorazione della fortezza di Ollantaytambo.

Visita a Ollantaytambo

Non è possibile visitare senza salire centinaia di gradini, quindi che facciamo? Beh, saliamo. Purtroppo è già tutto in ombra. Peccato davvero, perché le foto non vengono bene, ma c’è ancora un sacco di gente nel sito.

Quando arriviamo infine in cima alla ripida scalinata, con gli occhi della mente vediamo Manco Inca che, rifugiato qui dopo la sconfitta di Sacsayhuaman, si organizza per la battaglia: una pioggia di frecce, lance e massi da questi ripidi terrazzamenti accoglie le forze spagnole di Hernando Pizarro. Quindi Manco Inca fa allagare la pianura sotto la fortezza tramite appositi canali e li mette in fuga: grande Manco!

Finita la passeggiata in altezza fino all’altro lato della montagna, è ora di scendere. Purtroppo fra breve sarà già buio, non potremo vedere il sito dall’alto.

Eppure si vedono i sentieri sul fianco della montagna, sarebbe stato bello, ma avremmo avuto bisogno di un paio d’ore in più. Dobbiamo accontentarci.

Pazienza, sarà per la prossima.

Intanto, dopo un’ottima cena col solito menù turistico, siamo in trepidante attesa della giornata di domani, in cui affronteremo il magnifico Camino Inca.

Ma questo è un altro articolo!

Appuntamento in: Verso Machu Picchu, il nostro Camino Inca.