Prelibatezze cambogiane al mercato di Skuon: le tarantole fritte (e non)

Sulla tratta fra Phnom Penh e Siem Reap è diventata popolare una sosta a 75 chilometri da Phnom Penh, su una rotonda che ospita un particolare mercato nel paese di Skuon in Cambogia.

Facciamo un giro fra le bancarelle di frutta e verdura assaggiando frutta tropicale conosciuta e non, facendo acquisti per i nostri spuntini con frutta confezionata e scambiando due parole con i simpatici venditori.

I banchi sono eccezionalmente puliti e ordinati.

Qui però non ci sono solo frutta e verdura in vendita, intere ceste sono piene di insetti fritti insaporiti da usare come snack.

Mentre ci chiediamo se assaggiare o meno tutte queste “prelibatezze” (e ci facciamo coraggio e lo facciamo), ci rendiamo conto che fra cavallette caramellate, blatte glassate, larve, scorpioni… ci sono anche ragni! Sì enormi ragni neri fritti sono in bella vista nelle ceste.

Skuon (o Skoun), chiamata anche “Spiderville”, città dei ragni, è diventata famosa per la sua usanza di friggere le tarantole, normalmente delle tarantole striate, o Cyriopagopus albostriatus, in cambogiano a-ping, grandi come un palmo.

Gli insetti sono tradizionalmente consumati da secoli dalla popolazione cambogiana, ma il boom dei ragni come forma di nutrimento è iniziato soprattutto dagli anni Settanta quando, sotto il regime dei Khmer rossi, la popolazione soffriva la fame. Ora in Cambogia le tarantole fritte sono considerate delle vere prelibatezze.

Vengono allevate in buche del terreno oppure cacciate direttamente nella giungla. Per cucinarle vengono immerse in una pastella di sale, zucchero e glutammato monosodico e poi buttate nell’olio bollente con degli spicchi d’aglio.

Di solito si mangiano solo le zampe, noi le abbiamo assaggiate, sanno vagamente di gamberetto un pochino peloso.

Purtroppo, a causa della deforestazione sembra che la popolazione di tarantole stia diminuendo, e infatti il loro prezzo è aumentato.

Tarantole, non solo fritte!

Al mercato di Skuon, però, non troverete solo tarantole fritte, perché i venditori vendono anche quelle vive da friggere a casa, in secchi sotto le ceste.

Sia loro che i loro figli hanno anche delle tarantole “addomesticate” che vi daranno in mano per 1 dollaro.

Queste tarantole non sono pericolose perché sono state private delle chele velenifere, sono molto docili, morbidissime e pelosine.

I bambini le portano in giro attaccate alla maglietta e loro stanno lì tranquille. Se le accarezzano e se le coccolano e ogni bambino riconosce la sua! Sì, perché ad un certo punto ne hanno posate ben cinque sul braccio di mio marito e poi ognuno ha riconosciuto e recuperato la sua.

Superare l’aracnofobia

Io sono arrivata qui dopo una breve terapia per superare la mia aracnofobia, la psicologa diceva che l’unica soluzione era l’”esposizione in vivo” e dove meglio di qui avrei potuto superare questo mio limite? Volevo davvero superare questa mia unica fobia così irrazionale.

Psicologicamente ero quindi pronta per la finale “prova pratica”.

Mio marito l’ha presa in mano per primo così ho potuto, respirando profondamente, osservare questo animaletto da sempre più vicino.

Il suo successivo incoraggiamento è stato decisivo, perché io adoro i peluche, e lui mi ha convinto che la tarantola nelle sue mani era morbida e pelosetta e piacevole da tenere in mano.

Alla fine, col mio cuore che batteva a diecimila e un autocontrollo che non sapevo neanche io di avere, me l’ha data in mano: aveva ragione! Mi ha fatto da subito una grandissima tenerezza.

Mi ha anche provocato una tale scarica di adrenalina che ho faticato molto a dormire la notte stessa, ma se rivedo le foto, sono io, sono proprio io con ben 2 tarantole in mano!

Speriamo di essere sulla strada giusta adesso.

E voi avete mai provato a superare una fobia?

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