Come scegliere la guida turistica giusta per il tuo viaggio

Come scegliere la guida turistica giusta per il tuo viaggio

16 Settembre 2019 4 Di Sara S

Varie volte ho ricevuto richieste e domande di amici e colleghi su quale guida scegliere per questo o quel viaggio, e se stai leggendo queste righe forse è proprio la domanda che ti stai facendo anche tu.

Partiamo dal presupposto che la guida ideale, valida per tutti, non esiste.

Nell’era di internet e delle app, parlare di guide cartacee può sembrare anacronistico, eppure io per prima non riesco a staccarmi dalla pagina stampata. Ho provato diverse volte ad usare le app, oppure l’ebook, oppure le mie guide scansionate pagina per pagina in viaggio, ma non sono riuscita a trovarmi bene.

In questa guida analizzeremo i vantaggi delle guide cartacee, vedremo se le ultime edizioni sono necessarie, perché acquistare le guide in lingua originale, e infine analizzeremo le principali guide sul mercato.

Guida cartacea o ebook/app?

Chi mi conosce sa che con lo smarphone io faccio tutto: compilo file excel, tengo l’agenda, scrivo con s-pen appunti di qualunque cosa, scrivo pure gli articoli in word con una tastiera esterna, lo uso come navigatore, insomma non potrei fare a meno dello smartphone.

Il problema che si pone in questi casi è che lo smartphone è uno solo e la schermata pure, o al massimo con lo schermo diviso. Anche se ho un display da più di 6 pollici, più di tanto non si può fare. La domanda è: tengo aperta l’app? Tengo aperto maps? Tengo aperto l’ebook in pdf?

E poi, se devo fare una ricerca sul momento sul web (perché spesso anche all’estero faccio in modo di avere la connessione dati a disposizione, ad esempio con una sim locale), mi trovo con mille schermate aperte.

Senza contare la mia batteria che in 4 ore di utilizzo mi lascia a terra. Collego lo smartphone alla powerbank che mi porto sempre dietro, peccato che in questo modo la powerbank non arrivi neanche a fine giornata. E quando lo smartphone si scarica definitivamente? Come si fa? E se si guasta in viaggio? Mi è già capitato! Ho dovuto fare un hard reset, addio informazioni.

Insomma si è capito che non prediligo app/ebook e similari. Possono essere utili per una lettura anticipata, per delle tappe o giù di lì, ma per accompagnarmi in un viaggio complesso credo che diventerei matta.

Certamente possono essere comode, visto che il peso e l’ingombro di una guida viene annullato, ma, come nel caso degli ebook, i segnalibri digitali non sono comodi ed efficaci come quelli fisici. Per passare da un punto all’altro della guida occorre sfogliare un bel po’. Insomma può non essere così immediato arrivare alla sezione desiderata.

Guida cartacea VS guida ebook

Ma poi la guida serve sì o no?

Sicuramente se avete la possibilità di viaggiare in modalità slow, con poche nozioni di base prese da internet in anticipo e a gratis potreste costruire il vostro viaggio a mano a mano in base ai desideri del momento.

Ma purtroppo la maggior parte dei viaggiatori con le canoniche 2/3 settimane di ferie non ha così tanto tempo per immergersi nel luogo, ed è costretta a leggere e studiare in anticipo quanto andrà a visitare.

Per potersi organizzare al meglio, per gestire il proprio tempo, per ottimizzare gli spostamenti, una guida è fondamentale. Rispetto a siti e blog, può fornire una veduta di insieme più ampia, ma soprattutto un contenuto strutturato e organizzato per zone o argomenti, che ovviamente può essere poi integrato con le informazioni del web.

E poi, vogliamo mettere il piacere di leggere una guida? Per me non ha prezzo. Il mio viaggio inizia già sfogliando la guida e alla fine del viaggio la guida torna a casa forse doppia per tutti gli appunti presi e i fogliettini inseriti fra le sue pagine.

Anche a distanza di anni dal viaggio non mi dispiace ogni tanto sfogliarla. Poi vedere sullo scaffale in bella mostra le guide mi fa tornare con la mente ai viaggi fatti, mi fa viaggiare un’altra volta.

Il mio amato scaffale delle guide

I vantaggi di una guida cartacea

Come primo vantaggio io menzionerei la facile e veloce reperibilità delle informazioni.

A tale scopo io uso tantissimo i segnapagina adesivi tipo questi della Post-it.

Scrivendo la città indicata con un pennarellino indelebile sono sicura di arrivare in un batter d’occhio all’informazione che mi serve.

La guida cartacea, poi, si presta assolutamente ad essere sottolineata, evidenziata, scritta. C’è chi ama proprio questo “rapporto fisico” con la guida.

Le mie guide sono sempre piene di appunti scritti in matita, post-it, oppure anche fogli di approfondimento incollati fra le pagine. A volte esagero talmente tanto che perdono le pagine o interi blocchi di pagine, ma la comodità di avere tutto sottomano è impagabile.

Alla fine delle mie ricerche, però, la mia guida cartacea, integrata con guide di altri brand, informazioni di siti internet, blog e orari di treni, traghetti e bus aggiornati trovati online, diventa completissima!

Questo sì ma.

Va preso alla lettera tutto quello che c’è nella guida?

O detta in altre parole, davvero volete calcare esattamente le orme di chi ha scritto la guida come mille altri viaggiatori? Gli itinerari, hotel e ristoranti che propongono, a volte vanno presi con le pinze.

E, anche se avete l’ultima edizione, dalla scrittura dell’originale in inglese alla traduzione in italiano possono trascorrere anche un paio d’anni. La realtà turistica è in evoluzione talmente veloce che le informazioni di alloggio e cibo che propongono spesso non sono più all’altezza della preferenza che è stata data loro. Oppure già solo a distanza di un anno le informazioni sui trasporti non sono più aggiornate.

Serve davvero l’ultima edizione?

Proprio perché le guide cartacee sono così lente nell’aggiornarsi, la questione “dell’ultima edizione” è secondo me qualcosa che potrebbe anche passare in secondo piano. Questo soprattutto se la guida verrà poi integrata con le informazioni sul web, sui siti ufficiali delle compagnie di trasporti, oppure su blog affidabili e aggiornati. Sui blog controllate la data di scrittura dell’articolo, se c’è stato un aggiornamento recente e magari confrontate le informazioni di vari blog fra loro.

È anche vero che le guide di alcuni paesi non vengono aggiornate da anni, eppure, se le trovate ad esempio in biblioteca, possono sempre tornare utili.

Nell’era di internet sicuramente è meglio affidarsi a Google per le informazioni soggette a modifiche.

Un tempo usavo Tripadvisor per confrontare le recensioni di hotel e ristoranti, ma visti gli ultimi “scandali”, tendo ad affidarmi maggiormente alle recensioni di Maps, oppure di Booking, che è il sito da cui abitualmente prenoto alloggi un po’ ovunque, oppure Airbnb, facendo attenzione al tipo di strutture proposte.

Valutare le edizioni straniere

Se proprio non potete fare a meno dell’ultima edizione e magari masticate bene le lingue, valutate anche l’opportunità di acquistare le guide in lingua straniera, soprattutto quelle che attualmente non vengono tradotte in italiano.

Ad esempio per il mio viaggio in Rajasthan, l’unica opzione in italiano che potevo scegliere erano le guide sull’India del Nord, ma dopo aver preso in prestito in biblioteca la versione Lonely Planet, mi sono resa conto che era veramente un tomo troppo ingombrante e con informazioni su regioni a cui non ero al momento interessata.

Naturalmente, appena trovata su Amazon la guida in inglese “Rajasthan Delhi e Agra in super offerta, non ci ho pensato due volte e l’ho acquistata. L’ultima edizione italiana, infatti, è del 2016 e non facilmente reperibile.

Ricevere le guide scelte comodamente a casa, e scontate, con Amazon

Su Amazon ormai è possibile reperire moltissime edizioni in diverse lingue: quale lingua scegliere lo vedremo poi nella sezione dedicata ai marchi.

Fate sempre attenzione alla data di pubblicazione indicata verificando anche sui siti ufficiali delle guide se si tratta dell’ultima edizione, se per voi è importante.

Se solitamente vi portate in giro un Kindle potete anche scaricare le guide sul Kindle e leggerle da lì.

Io uso la app Kindle sullo smartphone ma non è comodissimo, come ho spiegato all’inizio. La ricerca delle informazioni non è immediata nella versione digitale, benché utile nella fase di preparazione.

Aggiungo anche che per gli iscritti Amazon Prime molti titoli in inglese sono compresi nell’abbonamento, basta fare la ricerca nella sezione Prime Reading sulla app o sul Kindle.

Quali fattori prendere in considerazione per scegliere una guida cartacea

Il primo fattore da prendere in considerazione per scegliere una guida cartacea è sicuramente il vostro stile di viaggio.

I vari brand di guide si differenziano fra loro per alcune particolarità che è bene tenere presente. Quella che piace a me magari non è adeguata per il viaggio di un amico, oppure la guida che ho usato per visitare una città, non è adeguata se il viaggio è itinerante e tocca anche i dintorni.

Aggiungo che, anche se vi siete trovati bene con un certo brand per una certa destinazione, non è detto che questo sia valido per tutte le destinazioni. Questo perché gli autori sono diversi e vedono i paesi dal loro punto di vista, opinabile o meno.

Più avanti analizzeremo le varie guide nel dettaglio.

Alcune opzioni per una scelta ragionata

Le biblioteche

Se avete una biblioteca ben fornita non distante da casa, vale la pena verificare sul catalogo online la disponibilità di tale o tale guida.

Io che abito a Milano ho la fortuna di poter usufruire del prestito cosiddetto interbibliotecario del Sistema Bibliotecario di Milano. Questo consente di prenotare comodamente online libri e guide di tutte le biblioteche della città e farle arrivare alla propria biblioteca di zona in pochi giorni. Basta fare la prima iscrizione in una biblioteca qualunque per ottenere la tessera e ricevere le credenziali per entrare nel sistema informatico.

Spesso di una stessa destinazione è possibile prendere in prestito almeno 2 o 3 brand diversi, a volte anche 4! Confrontandole fra loro decido infine quale guida acquistare per iniziare la mia organizzazione. Una volta acquistata la mia definitiva, posso integrare e appuntare le informazioni aggiuntive delle altre guide, prima di consultare il web. Può sembrare un lavoro lungo, ma per me anche questo è parte del viaggio, quindi non mi pesa.

Le librerie

In alcuni casi in biblioteca è disponibile una sola edizione: a quel punto mi prendo una mezza giornata per recarmi in libreria a sfogliare brevemente le altre per farmi un’idea.

Per quanto mi riguarda, questi sono i metodi migliori per non sbagliare la scelta della guida senza doverle acquistare tutte, e, credetemi, le prime volte per non averlo fatto mi sono trovata a dover acquistare una seconda o una terza guida, tentando poi di rivendere la prima.

Qualche esempio.

Errori di scelta della guida

Marocco

In occasione del nostro viaggio in Marocco, che era uno dei primi di “un certo peso” per essere sicura di non sbagliare avevo acquistato sia la Rough Guide che la Lonely Planet.

Ho valutato entrambe per la preparazione del viaggio, ma alla fine ho preferito e portato in viaggio solo la Rough Guide. La Lonely Planet l’ho poi regalata. La Rough Guide dava più informazioni storiche e l’ho trovata più affine al tipo di viaggio che stavamo intraprendendo: molto all’avventura e super low budget.

Giordania

Quando è toccato alla Giordania avevo preso in prestito sia la Lonely Planet che la Rough Guide. La Rough Guide si è fatta scegliere immediatamente: forniva tantissime nozioni storiche e anche bibliche, che per il nostro viaggio si sono rivelate preziose. Inoltre la parte su Petra era più dettagliata e chiara, spiegata in modo più esaustivo, con più nozioni storiche, mappe dettagliate e suggerimenti. Abbiamo apprezzato anche la sezione in cui le persone del posto vengono intervistate, molto interessante.

Cuba

Per Cuba avevo acquistato la Lonely Planet dando per scontato che, fosse quella più adatta. I due anni precedenti, infatti, per Rodi e la Thailandia mi ci ero trovata bene. In questo caso però giravamo in auto a noleggio per casas particulares senza prenotazioni preventive.

E invece no, non riuscivo a farmela piacere, non dava i consigli e i suggerimenti che pensavo e che mi servivano. Dopo un breve salto in libreria ho acquistato la Guida Routard, decisamente meglio per le esigenze di questo viaggio.

Stati Uniti Occidentali

In questo caso avevo preso in prestito la Lonely Planet di amici per poterla sfogliare, e per fortuna, perché per il tour pensato da noi non era affatto adeguata! Dava poche e sommarie indicazioni dei parchi che saremmo andati a visitare e approfondire. Dopo una breve visita in libreria, la prescelta è stata la Routard, anche in questo caso ha vinto a mani basse.

Istanbul

In occasione di una visita in città per un lungo weekend, ho acquistato come al solito una Guida Mondadori, le mie preferite per visitare le città, grazie alle immagini presenti e agli approfondimenti di arte e architettura. Ma quando è stato il momento di studiarla non mi sono trovata bene. Non forniva le informazioni che mi servivano, così alla fine ho acquistato una Lonely Planet e la Mondadori l’ho rivenduta.

Vediamo ora qualche particolarità sui marchi e la mia personalissima opinione sulle guide in commercio.

Breve guida ai marchi

Lonely Planet

La guida di viaggio per antonomasia, Lonely Planet è fra le più vendute.

Vorrebbe adattarsi a tutti gli stili di viaggio e a tutti i budget, strizzando l’occhio anche alle opzioni più lussuose e ai tour organizzati, ma in questo modo si perde in dettagli inutili per molti viaggiatori.

Vuole rivolgersi ad un’ampia fetta di pubblico, ma spesso dilata a dismisura consigli su alloggi e ristoranti di ogni budget a discapito delle informazioni più storiche e culturali sui luoghi visitati. Ritengo che spesso molti luoghi siano trattati in modo scarno e troppo essenziale e i costi di biglietti e ingressi raramente siano corretti. Verificate sempre sui siti ufficiali.

Per alcuni paesi non mi piace come è strutturata, le informazioni sono a volte risicate o non tocca proprio per niente alcune destinazioni di cui dovrebbe invece parlare. Ne è un esempio il poco spazio dedicato al nord del Sulawesi o al nord di Palawan. In entrambi i casi ho dovuto fare ricerche aggiuntive. Altro esempio la parte dedicata ai parchi della West Coast: poco approfondita e limitata ai più famosi.

Le mappe della versione italiana sono bruttine e poche, per fortuna le guide sulle città solitamente comprendono una mappa cartacea estraibile. La versione originale in inglese ha invece mappe colorate.

Le prime Lonely Planet della mia libreria sono tutte in bianco e nero senza foto, in seguito sono state aggiunte anche delle sezioni fotografiche.

Punti di forza

La parte finale sugli approfondimenti culturali e le informazioni è generalmente molto ben fatta, compreso il piccolo frasario linguistico.

Ammetto comunque che alla fine è quella più presente nella mia libreria perché più tradotta e più aggiornata oppure semplicemente più facilmente reperibile online per i viaggi dell’ultimo minuto. Va ovviamente integrata con le informazioni prese da internet ma nel complesso la promuovo per molte destinazioni visitate finora.

Fra l’altro ha una rilegatura molto resistente e pagine leggere, che non rendono troppo pesanti i volumi, a parte qualche eccezione. Per esempio Indonesia, Filippine e Giappone: io ho fotocopiato dalla mia guida già studiata solo le parti che mi interessavano per il viaggio, portarmi in giro il tomo intero solo per qualche paragrafo sarebbe stato un peso inutile.

Nella sezione shop del sito è possibile consultare tutte le guide disponibili in italiano.

Non tutte sono state tradotte in italiano quindi in mancanza di quella di vostro interesse valutate l’edizione inglese. Noi abbiamo fatto così per il Rajasthan e prevediamo di fare la stessa cosa per la Nuova Caledonia, che, fra l’altro è mooolto più economica!

Per alcune destinazioni poi, la Lonely Planet è forse l’unica in italiano facilmente reperibile.

Lonely planet Incontri

Menzioniamo anche la sezione delle Lonely Planet Incontri, praticamente una versione ridotta di una normale guida, utili giusto per un weekend e con un’utile mappa.

Le mie sono comunque state approfondite e corredate da ulteriori informazioni. Il formato si è rivelato comodissimo per girare in città.


Rough Guide

In seconda posizione nella mia classifica di gradimento metto Rough Guide.

Mi ha salvato il viaggio in molti casi, soprattutto in assenza di guide turistiche ingaggiate in loco, ad esempio in Giordania, in Cambogia, in Marocco e a Istanbul.

Anche Rough Guide è una generalista che vorrebbe rivolgersi ad un’ampia fetta di pubblico, ma per quanto ho potuto constatare rimane maggiormente sui budget più low cost.

I punti di forza

La struttura della guida è leggermente diversa dalla Lonely Planet, come anche le pagine stesse: ho trovato mappe più chiare, più indicazioni e più approfondimenti relativamente ai siti storici e all’analisi degli stessi.

Soprattutto l’ho trovata ottima per la visita dei templi di Angkor e del sito di Petra.

La rilegatura è anche qui resistente, le pagine leggere e il contenuto assolutamente fruibile.

Purtroppo il sito ufficiale è solo in inglese, le Rough Guides tradotte in italiano sono visibili sul sito dell’editore Feltrinelli.

Se non trovate la versione italiana in questo caso, potreste valutare quella originale in inglese.


Guide Routard

Anche le Guide Routard in qualche occasione hanno salvato (letteralmente) i miei viaggi, come ho già spiegato più su. Sul sito del TCI trovate la collana delle guide tradotte in italiano.

Pensate per chi viaggia on the road e low cost, soprattutto per viaggiatori francesi, sicuramente le Routard trovano posto nel mio stile di viaggio, anche se non sempre mi sono piaciute.

A livello di contenuti non ho davvero nulla da dire di negativo, anzi, propongono esperienze a volte inusuali, anche se spesso esagerano nel romanzare le descrizioni di posti pressoché normali.

Il punto debole

Il problema principale secondo me sta nella rilegatura. Le pagine sono di spessore un po’ grossino, la rilegatura non tiene bene, e tutte, dico tutte le mie guide Routard, perdono fogli per strada oppure si sono letteralmente disfatte, contrariamente a tutte le altre guide in mio possesso.

In caso di destinazioni prettamente francofone che non sono state tradotte in italiano, vale la pena, se masticate un po’ il francese, acquistare una guida in lingua originale.


Guide Mondadori

Pubblicizzate come “le guide che mostrano quello di cui le altre parlano”, le Guide Mondadori sono molto stringate come spiegazioni, ma sono corredate di immagini e ricostruzioni 3D, mappe dettagliate e approfondimenti su cultura, arte, architettura. La rilegatura è di qualità e le pagine sono plastificate, lo svantaggio derivante è però, purtroppo, il peso non indifferente.

Io le uso solitamente per visitare le città, anche se, in alcuni casi, come per la visita di Londra, il peso del volume mi ha scoraggiato dal portarlo con me in vacanza. Dopo aver appuntato a dovere la mia copia e integrata con l’edizione della Lonely Planet, l’ho fotocopiata e pinzato i fogli in base all’ipotetico itinerario di visita. In questo modo ho portato con me durante il giorno solo il plico fotocopiato dell’itinerario della giornata, e al ritorno, per la gioia del mio bagaglio su un volo low cost, non avevo neanche il peso della guida!

Punti di forza

Belle per chi non vuole leggere troppo ma soprattutto vuole visualizzare in anticipo quello che andrà a vedere. Oppure, per quanto riguarda i paesi, per chi non ha necessità di organizzare grandi viaggi, ma magari prende parte a un tour organizzato. Io le uso anche per integrare le informazioni nella guida che scelgo.

La rilegatura è bella, le pagine sono plastificate lucide ma non so se dopo Londra ne acquisterò altre: belle sì ma, per le città molto grandi troppo pesanti. Le prenderò solo se rimangono sotto un certo peso.

Comode anche le Mondadori Top 10.


Touring Club Italiano

Guide storiche per i viaggiatori italiani, le TCI sicuramente meritano la loro fama.

Sono molto dettagliate e chiare, propongono utili itinerari per la visita delle città, con approfondimenti e curiosità, sia per le regioni italiane che per l’estero. Non sono guide molto pratiche per l’organizzazione, ma si soffermano maggiormente sugli aspetti storici e culturali.

Io le uso di solito per approfondire le visite delle città, o di regioni limitate. In particolare per la visita di Tallin la guida TCI mi è stata utilissima: propone itinerari ottimizzati, e a breve la testerò anche per Malta, affiancata ad una guida più generalista.

Da notare anche la presenza delle Cartoville, delle mini guide, utili per i weekend. Un po’ limitate se volete approfondire, ma con ottime mappe.


National Geographic

Ammetto di non aver mai avuto modo di leggere una guida National Geographic, ma mi dicono che sono utili per approfondire le guide generaliste. Hanno anche un ottimo prezzo.


Guide Bradt

Disponibili in italiano solo da una decina d’anni, le guide Bradt, originarie del Regno Unito, sono estremamente apprezzate all’estero.

Io finora sono riuscita a reperire la guida Bradt di Capo Verde in italiano, scritta abbastanza bene, anche se un po’ datata, e fra l’altro una delle poche su questa destinazione.

Anche in biblioteca se ne trova qualcuna, molto datata, in italiano.

Al momento su Amazon si trovano alcuni volumi in lingua originale, in inglese, e per destinazioni inconsuete, come Azzorre, Uzbekistan, Sierra Leone, Kyrgyzistan, Malawi, o anche più conosciute, come Namibia, Sri Lanka e vale la pena provarla.

Sul sito ufficiale, solo in inglese, trovate tutte le guide pubblicate.


Guide Polaris

Poco conosciute dall’utente medio, queste guide, di una casa editrice italiana storica, nascono con l’intento di narrare il paese, approfondire gli aspetti relativi a storia, arte e cultura dei paesi che trattano. Volutamente scarne sulle informazioni pratiche, che vanno obbligatoriamente cercate sul web, hanno poche mappe e poche foto.

La Polaris non è molto adatta per i viaggiatori fai da te come unica guida, ma è valida come complemento e approfondimento.

Sul sito Polaris Editore potete consultare tutte le guide disponibili, fra cui menzioniamo Armenia, Uzbekistan, Iran e Namibia.

Io ho potuto dare un’occhiata alla guida dell’Uzbekistan in completamento della Lonely Planet Asia Centrale e di altre in inglese, ma non l’ho ancora usata in viaggio.


Altre guide

Come non menzionare le Footprint, le Moon, le Marco Polo, le Dumont, le Fodor’s, le Frommer’s o Petit Futé.

Disponibili solo in inglese

Gli scrittori delle guide Fodor’s sono solitamente dei locali del posto e non dei viaggiatori, ecco perché nei paesi anglofoni queste guide riscuotono successo.

La struttura delle Fodor’s è molto simile alle Lonely Planet, ma le Fodor’s si concentrano molto di più sugli aspetti culturali. Disponibili solo in inglese, per alcune destinazioni prettamente anglofone a volte sono le uniche disponibili, molto apprezzate per la zona caraibica insieme alle Moon e alle Frommer’s. Alcuni titoli sono reperibili anche su Amazon.

Sicuramente da prendere in considerazione se le maggiori guide non trattano la destinazione prescelta, come ad esempio Bahamas, Bermuda oppure come approfondimento, ad esempio per le Hawaii.

Disponibili solo in francese

Se masticate il francese potreste prendere in considerazione, per le vostre destinazioni francofone, anche le guide essenziali Petit Futé, disponibili ad esempio per la Nuova Caledonia, insieme alla versione inglese della Lonely Planet, più aggiornata. Potremmo considerarlo però più un complemento che una guida principale.

In conclusione

Il mio consiglio è: non fossilizzatevi su un solo brand per i vostri viaggi, perché le esigenze cambiano, senza contare l’apporto più o meno adeguato degli autori, chi più preparato chi meno.

Sicuramente non esiste la guida perfetta per tutti: sfogliate, confrontate, valutate, e troverete la guida perfetta per voi.

E voi quali guide preferite? Diteci tutto nei commenti.