Guida alla visita di Jerash, l’antica Antiochia di Giordania

Guida alla visita di Jerash, l’antica Antiochia di Giordania

16 Gennaio 2019 0 Di Sara S

Jerash, a 30 km a nord di Amman, è nota per essere una delle città romane meglio conservate del Mediterraneo orientale.

Fa parte delle chicche che non potete assolutamente perdervi durante un viaggio in Giordania.

In questo articolo vediamo quindi una breve guida alla visita di Jerash. Venite con noi.

Dove si trova Jerash e qualche info

Jerash si trova sulle fertili colline di Galaad, zona menzionata nel Vecchio Testamento come popolosa e ben coltivata, in epoca romana faceva parte della regione della Decapoli col nome di Gerasa.

L’evangelista Luca racconta che proprio in questa zona, nel paese dei geraseni, Gesù Cristo guarì due indemoniati.

Per circa un secolo fu il cuore dell’impero romano sotto Adriano, il crocevia delle rotte commerciali dei Nabatei, dopodichè iniziò il suo declino.

Ricevette la botta di grazia a causa di un terremoto che, nel 749 d.C., la rese una città fantasma per il millennio successivo.

Al momento gli scavi sono ancora in corso e solo una piccola parte della città è stata dissepolta.

Come arrivare a Jerash

Da Amman la strada è larga e ben indicata. Due corsie per senso di marcia, quasi un’autostrada e il tragitto scorre veloce.

Una curiosità

Poco prima di Jerash si trova un ponte sul Wadi Zerqa: si tratta del torrente Iabboc, menzionato nella Genesi capitolo 32 dove il patriarca Giacobbe, dopo averlo guadato con la sua famiglia, lottò contro un angelo e ne ottenne la benedizione e il nuovo nome di Israele.

Cosa vedere

Subito dopo la biglietteria e un bazar abbastanza caro, saliamo i primi gradini costeggiando il lato sud dell’Ippodromo coi suoi perfetti archi.

La facciata esterna dell’Ippodromo vista dall’ingresso al sito

Arriviamo al magnifico Arco di Adriano e siamo già in contemplazione di questa opera grandiosa molto ben conservata.

Eretto nel 130 d.C. in onore dell’imperatore, oggi è stato ricostruito solo per metà della sua altezza.

Secondo il progetto originale, ai suoi lati sarebbero dovute partire delle nuove mura cittadine, ma tale progetto rimase incompiuto.

L’arco di Adriano

Proseguiamo fino a costeggiare l’ippodromo sulla nostra sinistra: il più piccolo di tutto l’impero romano, poteva ospitare solo 15.000 spettatori (il Circo Massimo di Roma ne ospitava 157.000!).

Gli archi di ingresso all’Ippodromo
L’interno dell’Ippodromo

Qui si svolgevano gare sportive e la corsa delle bighe, che in certi orari viene ancora inscenata da alcuni figuranti, in una raffigurazione storica molto simile alla realtà.

Poco oltre arriviamo alla Porta Sud, l’ingresso principale della città antica. È ancora visibile una sezione delle antiche mura cittadine, spessa 3 m.

Vista sulla Porta Sud

Oltre la porta sud proseguiamo verso la Piazza Ovale.

Salendo sulla sinistra si può arrivare al teatro sud, in ottimo stato di conservazione, bellissimo. Poteva ospitare fino a 3000 spettatori e l’acustica è ancora perfettamente funzionante.

Il teatro sud dall’alto degli spalti, un’acustica perfetta

La vista dall’alto degli spalti è stupenda ed è difficile andarsene, ma dobbiamo proseguire.

Arriviamo nella Piazza Ovale, da cui parte la via principale: il Cardo.

La piazza è davvero immensa e impressionante, interamente pavimentata in pietra.

La grande Piazza Ovale, punto di partenza del Cardo

Il Cardo era l’arteria principale della città verso il centro.

Il Cardo con i suoi colonnati

Si susseguono il macellum (l’antico mercato alimentare), il Ninfeo (una fontana pubblica dedicata alle ninfe delle acque), la chiesa del Propileo, una moschea omayyade e delle terme.

Prendendo verso sinistra il Decumano nord, si raggiunge poi il Tempio di Artemide e varie chiese, da cui si torna indietro salendo sulla collina da un sentiero più in alto che permette una vista splendida sull’insieme del sito.

Il Tempio di Artemide oltre il Decumano nord

Informazioni pratiche

Ingresso: 10 JOD

Orari: 8-18 (fino alle 16 in inverno)

Cosa fare nei dintorni

Ajloun

Immersa tra le colline a 25 chilometri da Jerash, Ajloun vanta alcune delle più belle pinete naturali al mondo, oltre ad un castello.

Il suo castello, Qal’at ar-Rabadh, sorge sulle rovine di un antico monastero in rovina, ristrutturato nel 1184 da un generale dell’esercito di Saladino per usarlo come forte. In questo modo era possibile controllare le tribù beduine della zona, che ad un certo punto si erano alleate coi crociati. Ma anche proteggere le miniere di ferro della zona.

Ospitò una guarnigione di soldati durante il periodo ottomano, ma venne colpito da due forti terremoti.

Dalle sue torri si può godere di una splendida vista sul paesaggio circostante, con uliveti a perdita d’occhio. (Ingresso 3 JOD)

La Riserva Forestale di Ajloun è poi, data la sua altitudine a 1200 m slm un fresco rifugio dalla calura estiva.

È possibile osservare cinghiali, caprioli, volpi, iene striate, sciacalli asiatici, gatti selvatici oltre a numerosi uccelli.

Alcuni sentieri meno impegnativi sono percorribili anche senza guida.

Umm Qays

L’antica Gadara, da cui, oltre alla visita dell’antica città, si può godere della vista sul lago di Tiberiade e le alture del Golan. (Ingresso 5 JOD)

Vedi anche: La Giordania in 10 giorni in fai da te