Come si ottiene l’olio essenziale di lavanda

Come si ottiene l’olio essenziale di lavanda

16 Novembre 2020 6 Di Sara S

Avete mai visitato una distilleria di olii essenziali? In occasione del nostro viaggio in Provenza non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di imparare come si ottiene l’olio essenziale di lavanda: da sempre uno dei miei olii essenziali preferiti.

Venite con noi alla scoperta del metodo di raccolta ed estrazione?

Poivi faremo visitare anche una distilleria provenzale: Les Agnels.

Perché la lavanda

Sono sempre stata appassionata di cure naturali ed erboristica.

Gli olii essenziali hanno sempre fatto parte della mia quotidianità e in particolare l’olio essenziale di lavanda, così versatile ed efficace, è fra i miei preferiti.

Potevo forse farmi scappare l’occasione di saperne di più sulla sua estrazione?

La lavanda ha talmente tante proprietà che un paragrafo di certo non basterebbe, ma se volete approfondire magari potrei dedicarle un articolo, anche se il web ne è pieno.

fiore di lavanda con ape

Le distillerie in Provenza

La Provenza, così famosa per i suoi immensi campi di lavanda a perdita d’occhio, conta diverse distillerie sul suo territorio.

Da est a ovest possiamo contarne almeno una ventina, non tutte però sono visitabili e offrono percorsi di apprendimento delle tecniche di estrazione degli olii essenziali.

Noi ne abbiamo visitate due, proprio nel cuore della Provenza.

Lavandes Angelvin

La prima è la famosa Lavandes ANGELVIN: i suoi campi sono l’oggetto delle foto più belle del Plateau di Valensole e quindi non potete non averne visto lo stabilimento.

Anzi, è qui che dovete venire per le vostre foto al tramonto!

coppia in un campo di lavanda

Vedi anche: I campi di lavanda più instagrammabili della Provenza – prossimamente online


Purtroppo la distilleria è più uno shop che un luogo di apprendimento.

Su prenotazione per i gruppi viene proiettato un filmato, che noi abbiamo potuto vedere casualmente, essendo capitati in zona con un gruppo di turisti che ne aveva prenotato la diffusione.

In compenso lo shop è davvero ben fornito di souvenir a tema lavanda con la possibilità, non scontata, di testare le profumazioni.

Desiderosi di impararne ancora di più su questa meravigliosa pianta, ci siamo diretti verso una seconda distilleria, sperando di riuscire a fare la visita guidata: la distilleria Les Agnels.

Distilleria Les Agnels: dove si trova

La distilleria si trova a Apt, nella regione del Luberon.

Inserendola come punto di arrivo Google Maps vi porterà direttamente lì.

Distilleria Les Agnels: cosa offre

La visita della distilleria, a pagamento, dura circa un’ora e gli orari di visita sono dettagliati sul sito ufficiale nella pagina dedicata alle visite.

La distilleria comprende anche uno shop ben fornito di olii essenziali, acque floreali e souvenir.

esterno distilleria

Come si ottiene l’olio essenziale di lavanda: la nostra visita

Venite con noi a scoprire i segreti dell’estrazione della lavanda?

La visita per sapere come si ottiene la lavanda inizia con la presentazione della famiglia Agnels, che abitava qui già nel 1770 e la cui occupazione primaria era la raccolta di lavanda selvatica.

In effetti in questa zona del Luberon non cresceva niente, era molto arida.

La lavanda costituiva un’entrata complementare per le famiglie di agricoltori della zona.

La lavanda selvatica cresceva spontaneamente sul territorio, territorio di tutti, e la gente andava a raccoglierla.

Si diceva che la lavanda era più remunerativa rispetto ad altri tipi di coltivazioni.

Ecco perché alcuni comuni dovevano deliberare i giorni in cui la raccolta era autorizzata, per evitare che alcune famiglie ne cogliessero di più.

La lavanda veniva pesata a “grembiuli”, usati dalle donne per raccoglierla al mattino presto prima delle attività quotidiane.

Presentazione della famiglia Agnels

La famiglia Agnels, nell’arco di 5 generazioni è passata dall’esserne solamente raccoglitore ad esserne proprio un coltivatore e distillatore.

La distillazione in loco è possibile grazie all’acqua naturalmente disponibile nel sottosuolo: nel 1895 fu scavato a mano un pozzo di 600 metri per poter utilizzare l’acqua del sottosuolo.

Acqua sorgiva che tuttora viene utilizzata.

Il primo alambicco in rame ha lasciato spazio ad attrezzature più grandi.

Nel 1930 vede la luce il primo distillatore industriale, insieme alla creazione di un laboratorio di analisi per il controllo qualità degli olii essenziali.

Qui si producono lavanda e lavandina di proprietà, in conversione al bio, ma il distillatore viene anche usato per altri tipi di olii per dei clienti, ad esempio di agrumi o geranio.

Recentemente è iniziata anche la coltivazione di timo, rosmarino, alloro, menta piperita per creare una gamma di olii essenziali di erbe di Provenza.

A proposito, conoscete la differenza fra lavanda e lavandina? Perché non sono la stessa cosa!


Vedi anche: lavanda o lavandina, come distinguerle? – prossimamente online


Dopo la spiegazione sulle differenze fra lavanda e lavandina, espone alcuni usi degli olii essenziali, dove l’industria cosmetica non è la più importante, anzi, l’industria alimentare quasi la supera.

stabilimento di distillazione

Come si ottiene l’olio essenziale di lavanda: la distillazione

Entriamo nel vivo della visita, osservando il funzionamento di un distillatore esemplificativo in scala ridotta.

La pianta di lavanda deve seccare almeno 48 ore prima di essere distillata.

Ogni pianta contiene dell’olio, in particolare nelle microtasche che si trovano nel fiore, ma anche nello stelo e le foglie.

Indovinare il momento giusto per la raccolta è essenziale, perché subito dopo la piena fioritura l’olio evapora in fretta: va tagliata subito.

Come funziona la distillazione?

Il vapore acqueo a contatto con la lavanda essiccata farà scoppiare le microtasche e quindi l’olio essenziale verrà liberato.

minidistillatore per olii essenziali

Come si ottiene l’olio essenziale di lavanda: lo capiamo col mini distillatore

Una volta messa la lavanda nell’ampolla, l’acqua sottostante viene portata ad ebollizione.

Attraversando la lavanda, il vapore fa scoppiare le microtasche che rilasciano l’olio essenziale facendolo evaporare.

Tramite il tubicino in alto, olio essenziale e vapore passano nella serpentina dell’ampolla a fianco.

Qui attraversano una zona di acqua fredda in cui il vapore torna acqua e, raffreddandosi con l’olio, passa nel contenitore successivo.

Qui olio e acqua si dividono a causa del maggiore peso specifico dell’acqua gocciolando in due recipienti separati.

Dall’alto scende l’olio essenziale e dal basso l’acqua floreale, altro prodotto molto usato, soprattutto ultimamente.

L’acqua floreale

Si dice che le acque floreali siano “come l’omeopatia dell’aromaterapia”.

Vengono usate con meno restrizioni, anche in cucina, come ad esempio l’acqua floreale di fiori d’arancio, oppure per uno sciroppo naturale di menta.

Le acque floreali non hanno controindicazioni per donne incinte e bambini, diversamente dagli olii essenziali, che vanno usati con maggiore cautela.

La fabbrica

L’ultima tappa è alla fabbrica vera e propria, nel seminterrato, da dove è possibile vedere la parte bassa del distillatore formato gigante che era già visibile all’ingresso e un altro di dimensioni ridotte.

distillatore formato piccolo

Consigli per ammirare i campi di lavanda fuori dal Plateau di Valensole

Nel Luberon, a causa della conformazione diversa del territorio, a valli e colline, non ci sono i campi delle dimensioni di quelli di Valensole.

Vale comunque la pena, in periodo di fioritura, esplorare i dintorni, dalla distilleria verso Saignon, sul Plateau des Claparèdes.

Una zona di campi più piccoli, più intimi, più selvaggi, con molta meno gente sicuramente ma altrettanto affascinante. Alcuni sembrano proprio selvatici.

Le conclusioni

Che dire, questo viaggio nella distillazione degli olii essenziali ci è piaciuto moltissimo.

Raccomandiamo sicuramente una visita a una distilleria come questa ad altri appassionati come noi e non.

È così affascinante per noi entrare nei metodi di produzioni dei prodotti che usiamo comunemente, in particolare gli olii essenziali, che usiamo addirittura per curarci.

lavanda al tramonto