I “Castelli del Deserto”, insolita Giordania

I “Castelli del Deserto”, insolita Giordania

9 Febbraio 2019 0 Di Sara S

Con la nostra fidata auto a noleggio siamo pronti per uscire dai percorsi più battuti di questo tour giordano e perderci all’orizzonte delle strade verso L’Iraq.  

Il deserto a est di Amman custodisce infatti delle vestigia del passato ancora ottimamente conservate e noi siamo pronti per scoprirle. 

Purtroppo non ci sono mezzi pubblici che fanno tutto questo circuito ad anello, quindi è necessario noleggiare un’auto o un taxi oppure partecipare ad un’escursione organizzata.  

Noi siamo amanti del fai da te quindi la decisione è presto presa: le indicazioni sono sufficientemente chiare, le strade sono in buono stato e poco trafficate. 

Si pensa che queste costruzioni risalgano alla dinastia omayyade del VII secolo: i califfi di Damasco si fecero erigere queste palazzine di caccia o caravanserragli probabilmente per fuggire dalla vita di città. 

Provenendo da Madaba decidiamo di imboccare l’itinerario in senso antiorario, e dopo circa 50 chilometri raggiungiamo il primo.

Qasr al-Kharana

Già da lontano ci colpisce la sua imponenza, è davvero massiccio

Ha pianta quadrata e un cortile interno, molto ben conservato. 
Grazie alla sua posizione all’incrocio di molte piste del deserto si pensa che ospitasse gli incontri fra i califfi omayyadi e i capi beduini locali.

Si pensa anche che fungesse da terreno neutrale dove i clan nomadi rivali potessero deporre le armi e discutere, ma sono tutte ipotesi perché il suo vero uso non è ancora stato accertato.  

Ci godiamo la grande pace e il silenzio di questo luogo esplorandolo con calma. 

Da fuori sembra un edificio grosso e imponente, ma in realtà il cortile è piccolo.

Notiamo la lunga fessura che corre sopra al piano terra e infatti scopriamo che il cortile era parzialmente coperto da un portico che al primo piano ospitava dei corridoi e schermava dal sole cocente del deserto.  

Si può poi salire anche al piano di sopra tramite degli scalini e infine sul tetto per ammirare la pianura a perdita d’occhio

Siamo pronti per riprendere l’auto e dirigerci verso la seconda tappa della giornata, a 15 chilometri di distanza. 

Qusayr Amra

Dal parcheggio segnalato percorriamo a piedi un sentiero di circa 15 minuti fino a vederlo in lontananza.

Si tratta di una costruzione molto particolare, probabilmente uno stabilimento termale in cui i califfi omayyadi venivano a rilassarsi lontano da occhi indiscreti. 

L’interno è splendidamente decorato da affreschi raffiguranti la vita quotidiana a corte, sia realistici che fantasiosi, ma anche la celebrazione di vittorie militari e raffigurazione dei mestieri dell’epoca.  

Facciamo la conoscenza di una squadra di restauratori italiani del Ministero dei Beni Culturali che sono in loco per occuparsi degli affreschi. 

Ci spiegano brevemente il loro metodo di restauro, puntualizzando che questo “castello” è attualmente inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO

Purtroppo non è possibile visitare tutte le sale a causa dei lavori, ma le navate del corpo centrale sono ben visibili.  

Possiamo osservare anche il complesso termale, affrescato con uno stile leggermente diverso.

Si inizia con lo spogliatoio per passare al frigidarium e al tepidarium. La sala successiva, dal tetto a cupola, è il calidarium, la sala del vapore, decorata da affreschi sulle costellazioni. A fianco si trova la fornace che si occupava di riscaldare l’acqua del vicino Wadi Butm. 

Lasciato il Qusayr Amra, proseguiamo verso il paese di Azraq. 

Questa è la tappa del nostro viaggio più vicina al confine con l’Iraq e ci sentiamo un po’ intimoriti dai cartelli stradali che indicano i chilometri che diminuiscono. 

Ai lati della strada ci sono campi profughi dell’ONU a perdita d’occhio, inoltre poco più lontano 3 elicotteri continuano a fare avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro, tutto il giorno: probabilmente pattugliano il confine. 

Nonostante qui in Giordania possiamo stare assolutamente sicuri, questo ci mette un po’ di apprensione, unita anche a un po’ di emozione per essere qui, così “circondati” dalla polveriera del Medio Oriente.  
 
Azraq è l’unica oasi della Giordania, unica riserva idrica di questa zona desertica, anche se purtroppo sta scomparendo a causa dell’eccessivo sfruttamento. 

Qasr Azraq

In questo forte costruito dai Romani in roccia basaltica nera di origine vulcanica, Lawrence D’Arabia basò la sua attività durante la Rivolta Araba del 1917, ma prima di lui fu occupata dall’Impero ottomano. 

Siamo molto colpiti dalle porte di ingresso, costituite da due ante di lastre di roccia da 1 a 3 tonnellate, ma coi cardini lubrificati che le fanno aprire e chiudere molto agevolmente. 
 
Pensavamo di dare un’occhiata a quello che resta dell’oasi e dei suoi canneti ma è già passata da un pezzo l’ora di pranzo, abbiamo ancora un castello da visitare e siamo comunque a 100 km da Amman. 
 
Imbocchiamo quindi la strada più a nord della precedente, per completare il percorso ad anello.

Anche qui i campi profughi sono uno dopo l’altro, e compare un nuovo cartello: insieme ad Amman stavolta i chilometri diminuiscono in direzione Siria. E’ troppo strano trovarsi qui. 
 
Arriviamo finalmente alla nostra ultima tappa per questa giornata.

Qasr Al-Hallabat.  

Parcheggiamo e risaliamo la collina a piedi per arrivare all’antica moschea ancora in piedi. 
 
Qui un poliziotto di guardia ci apre la serratura di quella che era stata concepita come una palazzina di campagna con pavimenti a mosaico, una cappella e un monastero. 

Un ingresso ad arco porta a un grande cortile, i pavimenti in mosaico sono bellissimi nonostante il tempo passato e da qui si domina tutta la vallata. 

I bambini giocano e risalgono la vallata cantando. Rifiutano i nostri biscotti ma ci regalano tanti sorrisi

Welcome to Jordan! 

Informazioni pratiche

Ingresso: 3 JOD biglietto cumulativo per Amra, Azraq e Kharana.

Ingresso gratuito ad Hallabat

Orari: 8-18 (fino alle 16 in inverno)

Vedi anche il nostro itinerario: La Giordania in 10 giorni in fai da te