Visita al Te mana o te moana: cura delle tartarughe a Moorea

Visita al Te mana o te moana: cura delle tartarughe a Moorea

31 Agosto 2020 0 Di Sara S

Probabilmente non tutti sanno che a Moorea c’è un centro di recupero e cura delle tartarughe marine: si tratta dell’associazione Te mana o te moana che si occupa della cura delle tartarughe a Moorea.

Effettivamente non è menzionato neanche nella guida, ma per degli appassionati come noi di tartarughe, una visita a questo centro era assolutamente d’obbligo.

Venite con noi?


Vedi anche: 10 cose da non perdere a Moorea – prossimamente online

Come abbiamo scoperto Te mana o te moana

te mana o te moana moorea tartarughe a moorea

Passando davanti a una farmacia di Moorea, non ho potuto non notare un cartello con la foto di una tartaruga.

Nel cartello si chiedeva a chi avvistasse tartarughe ferite o in difficoltà di contattare l’associazione al numero di telefono riportato.

Dopo una rapida ricerca su internet è stato subito chiaro che si trattava di un centro di cura delle tartarughe proprio sull’isola di Moorea, dove eravamo, ma inizialmente non avevamo capito bene dove fosse.

Dove si trova Te mana o te moana

Questo centro di recupero e cura delle tartarughe marine si trova esattamente all’interno dell’Intercontinental Resort di Moorea.

Seppur non pubblicizzato, questo centro è assolutamente accessibile e visitabile.

È sufficiente presentarsi in reception e vi verrà data una mappa del resort con l’ubicazione del centro: è raggiungibile gratuitamente anche dagli esterni, in circa 10 minuti.


Vedi anche: Guida a Moorea – prossimamente online

Te mana o te moana tartarughe a Moorea bungalow nel resort

Attività di Te mana o te moana

L’associazione, fondata nel 2004, partecipa a studi di ricerca sulla fauna marina polinesiana e l’ecosistema delle isole, in partnership con altre associazioni e università.

Partecipa anche a progetti di sensibilizzazione sulla protezione dell’ambiente marino, soprattutto per i bambini e per lottare contro l’inquinamento del mare.

Soprattutto gestisce la clinica delle tartarughe all’interno dell’Intercontinental Resort, il cui scopo finale è naturalmente la liberazione in mare aperto.

Le statistiche parlano di oltre 570 tartarughe prese in carico di 4 specie diverse dal 2004 ad oggi.

Il 59% di queste tartarughe arriva al centro con ferite causate dall’uomo (arpioni, reti..).

Il 50% delle tartarughe riescono a recuperare la loro libertà.

Ogni anno, inoltre, i volontari del centro si recano a Tetiaroa, un atollo selvaggio a circa 40 km di distanza, per studiare la deposizione delle uova sulle spiagge incontaminate dell’atollo.

Tetiaroa è il maggior luogo di deposizione di uova per le tartarughe marine della zona.

Visite guidate

Ci sono degli orari in cui è possibile approfittare delle spiegazioni di una guida sulle attività dell’associazione.

Magari telefonate al Resort per conoscerli, perché sono affissi solo all’interno.

Per chi non riuscisse ad essere presente alle spiegazioni, sono comunque presenti vari pannelli esplicativi, oltre alle schede delle tartarughe ospitate nel centro.

Nei pannelli esplicativi potrete imparare:

  • il ciclo di vita delle tartarughe,
  • le caratteristiche che differenziano le varie specie,
  • le attività della clinica interna,
  • il monitoraggio dei nidi su Tetiaroa,
  • l’anatomia delle tartarughe e molto altro ancora.
Te mana o te moana tartarughe a Moorea nursery per tartaruga
Nursery

Quali sono gli spazi?

In base alle loro condizioni di salute, le tartarughe vengono posizionate in diversi spazi.

Ci sono le nurseries, dedicate alle cure, e altre due zone, vediamole.

Lo spazio dedicato al riposo

Si tratta di una zona circoscritta di acqua senza correnti.

È la casa di quelle tartarughe in discrete condizioni ma che a causa di una disabilità non possono essere rilasciate in natura per il momento.

Altre rimangono qui perché non possono nutrirsi da sole, magari perché sono cieche.

La laguna di riabilitazione

Si tratta di una zona naturale con correnti, qualità dell’acqua ottimale e un’ecosistema in miniatura di altri pesci, invertebrati e alghe.

Le tartarughe alla fine delle loro cure vengono rilasciate in questa laguna per reintrodurle alla vita del mare aperto.

Qui la loro riabilitazione consiste nel nuoto, nell’immersione e nella ricerca di cibo autonomo, poiché non vengono più nutrite per abituarle gradualmente al ritorno in mare aperto.

Te mana o te moana tartarughe a Moorea laguna con bungalow e montagne

Vi presentiamo alcune tartarughe ospiti del centro

Tortilla

Un’ospite storica, circa 40 anni di vita, è qui perché non riesce a nuotare normalmente, si trascina diciamo.

Matapo

Cieca, ospite dal 2009, è stata trovata nella laguna di Moorea con ferite da arpione agli occhi, al becco e alla testa.

Anche se ora le ferite sono del tutto guarite, non potrà mai recuperare l’uso della vista e quindi non può essere rilasciata.

Heremana

Trovata nel 2018 al largo di Moorea, era totalmente ricoperta di alghe.

Sicuramente per l’attacco di uno squalo aveva perso entrambe le pinne anteriori.

È stata curata e ora riesce nuovamente a nuotare e immergersi nonostante il suo handicap.

Miti Iti

Trovata nel 2019, era stata arpionata alla testa. È sempre sotto osservazione perché ha difficoltà a nuotare, probabilmente per la lesione cerebrale.

Anche Okeli è nella stessa situazione, sicuramente per problemi neurologici.

Tuffy invece, nonostante la ferita alla testa, riesce a nuotare, anche se non sempre è coordinata.

Taunoa

Era stata acquistata a inizio 2020 da due testimoni che avevano casualmente visto un pescatore arpionarla alla testa, per poterla inviare al centro di cura.

Dopo 15 giorni di cure e antibiotici la ferita si sta cicatrizzando, Taunoa si trova nella zona di riposo e presto potrebbe passare alla zona di riabilitazione visti i grandi progressi.

Molte altre tartarughe, invece, si sono riprese bene e sono state infine liberate in mare aperto.

Purtroppo non tutte le tartarughe soccorse dal centro ce la fanno, a volte le ferite sono troppo gravi.

Questo dovrebbe ricordarci quanto la salvaguardia dell’ambiente sia importante, insieme alle specie naturali che lo compongono.

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