Esperienze particolari in giro per il mondo: i consigli delle Travel Blogger Italiane

Esperienze particolari in giro per il mondo: i consigli delle Travel Blogger Italiane

11 Maggio 2020 34 Di Sara S

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Mi capita molto spesso, mentre sto organizzando un viaggio, di scavare a fondo le mete che ho scelto per andare alla ricerca di esperienze particolari in giro per il mondo.

Ad esempio, fra le esperienze particolari che un giorno mi piacerebbe fare, c’è quella di sorvolare il Cuore di Voh in ULM.

Se non sapete cosa sia il Cuore il Voh, vi dico solo che si trova in Nuova Caledonia e che, non appena riuscirò ad organizzare un viaggio in questo angolo di mondo, realizzerò sicuramente questo desiderio.

Ma volete sapere quali sono altre esperienze particolari che potreste fare in giro per il mondo?

A parte quelle che trovate su questo sito, come nuotare con gli squali balena in Yucatan, o passare da un’isola all’altra in zipline nelle Filippine o attraverso un canyon in Perù, abbiamo chiesto alla community delle Travel Blogger Italiane di raccontarci le loro esperienze in giro per il mondo.

Vi porteremo attraverso 4 continenti per farvi sognare un po’ con noi.

Dormire in un campo tendato in Tanzania

Andiamo in Africa, insieme a Teresa del blog Nonni Avventura che ci porta in Tanzania in un campo tendato.

Dormire in un campo tendato nel Parco Nazionale del Serengeti è una esperienza molto particolare; ti ritrovi nel cuore della savana, circondato dalla natura più selvaggia che si possa immaginare.

Durante la notte puoi ascoltare i suoni e i rumori dell’Africa tutto intorno a te; la cosa è assolutamente fantastica, anche se un pelino inquietante, visto che ti fa sentire un tantino vulnerabile e indifeso.

La nostra esperienza è stata molto più particolare di così. Ma partiamo dall’inizio: al nostro arrivo, quando ci hanno mostrato la tenda, ci hanno caldamente raccomandato di restare nella tenda una volta che fosse diventato buio e di non uscire per nessun motivo.

Solo in caso di reale e comprovata emergenza, avremmo potuto usare un fischietto per attirare l’attenzione dei rangers, che sarebbero arrivati in nostro soccorso.

Fin qui tutto normale; la sera andiamo a letto, ed è stato fantastico addormentarsi al calduccio delle coperte cullati dai suoni della savana.

Poi, all’improvviso veniamo svegliati da qualcuno che suona il fischietto ripetutamente. E subito dopo qualcuno comincia a urlare in inglese: “oh mio Dio, qualcuno mi aiuti, per favore!”.

Panico totale: abbiamo cominciato a immaginare gli scenari più tragici, enormi leoni mangiatori di uomini che banchettavano con indifesi turisti grassocci. Abbiamo trascorso il resto della notte in un leggerissimo dormiveglia.

Al mattino, alle prime luci dell’alba, ci siamo alzati per andare a fare colazione. Sembrava tutto tranquillo, niente sangue o membra dilaniate in giro.

Come prima cosa abbiamo chiesto ad uno dei camerieri cosa fosse successo, ma lui ha aggrottato la fronte e sembrava non capire. Allora gli ho spiegato a cosa mi riferivo; lui ha alzato le spalle e ha detto: “Ah, quella mezza matta americana che ha vomitato tutta la notte!”.

Vi immaginate il sollievo? Non c’è bisogno che vi dica che la notte successiva abbiamo dormito tranquilli e senza la benchè minima preoccupazione!

Photo Credit: Teresa di Nonni Avventura

Zipline sulle cascate del Niagara, Canada

Spostiamoci ora nel continente americano insieme a Federica del blog Ti chiamo quando torno per una zipline d’eccezione!

Ho sempre sognato di trovarmi di fronte alle mitiche cascate del Niagara ma mai avrei pensato di volarci sopra!

Organizzando il viaggio ho invece scoperto che è possibile farlo grazie alle zipline che si affacciano sulle cascate. L’idea mi elettrizzava ma, soffrendo di vertigini, ho rapidamente archiviato il sogno nel cassetto.

Una volta lì però non ho saputo resistere alla tentazione e mi sono convinta a provarci perché, in fin dei conti, quando mi sarebbe ricapitata un’occasione del genere?

E così corro alla biglietteria e in un attimo mi aggiudico il mio posto sulla zipline. L’attimo si trasforma in due ore di coda in piedi sotto il sole durante le quali penso più volte di lasciar perdere ma ormai ho pagato e non mollo.

Sfinita e accaldata, giungo finalmente alla piattaforma di lancio. Mi metto il caschetto e guardo le persone prima di me lanciarsi nel vuoto. Poi una ragazza scappa via terrorizzata e mi prende il panico: “Ma cosa sto facendo?

All’improvviso mi chiamano; mi avvicino e due ragazze mi aiutano a infilarmi l’imbragatura. Mi ritrovo a 67 metri di altezza, appesa ad un filo in attesa di essere buttata nel vuoto. “Voglio la mamma!”

Mi guardo intorno imbambolata perché la vista è incredibile.
Sento una voce chiedermi se è tutto ok, faccio segno di sì con la testa e poi “Three, two, one… Go!” Sto volando.

Photo Credit: Federica di Ti chiamo quando torno

Sotto di me scorre il Niagara River, alla mia sinistra guardo l’America e le American Falls mentre di fronte un’impressionante nuvola d’acqua si alza dalle Horseshoe Falls. Wow!

Sembra di essere in seggiovia: non fa paura e non provo la sensazione di vuoto o di caduta che solitamente mi blocca. Al contrario mi piace molto, mi sento leggera e ci starei per un bel po’ se non fosse che i 670 metri di lunghezza del cavo si percorrono in circa un minuto!

Lo zipline non si trova realmente sopra le cascate come immaginavo bensì corre lungo la sponda canadese del fiume ma, credetemi, la vista è comunque incredibile.

È stata un’esperienza molto divertente, meno adrenalinica di quanto mi aspettassi, ma sicuramente indimenticabile! Voi la fareste?

Esperienze particolari in giro per il mondo
Photo Credit: Federica di Ti chiamo quando torno

La Whistler gondola e il suo ponte sospeso in Canada

Rimaniamo sempre in Canada ma stavolta in British Columbia con Daniela di The Daz Box, per scoprire un comprensorio da record.

Se vi piacciono i viaggi on the road, i paesaggi montani e le esperienze fuori dal comune allora Whistler è la destinazione che fa per voi.

Ci troviamo in British Columbia, Canada occidentale, a poco più di cento chilometri da Vancouver.

Whistler è considerata come uno dei comprensori sciistici più importanti del Nord America, non a caso nel 2010 è stata sede dei Giochi Olimpici Invernali.

Whistler si inserisce perfettamente in un itinerario di viaggio più ampio nel Canada occidentale ed è anzi una delle tappe che io mi sento di consigliare, specie a chi è alla ricerca di un’esperienza di viaggio davvero particolare.

La Peak 2 Peak Gondola è semplicemente la cabinovia più alta del mondo, la quale collega tutto il comprensorio sciistico, rendendo il passaggio tra Whistler e Blackcomb (le due cime più alte) veloce e, soprattutto, davvero spettacolare.

Un’esperienza, questa, che non è riservata solo agli sciatori. Tutti possono prendere la Gondola e godere dell’eccezionale panorama che si gode dalle grandi cabine rosse, divenute ormai il simbolo della cittadina.

Durante la stagione estiva intorno alle piste si snoda una lunga serie di sentieri escursionisti di diversa lunghezza e difficoltà, per accontentare davvero tutti i viaggiatori.

Il ponte sospeso è una delle novità più recenti del comprensorio di Whistler. Consente di camminare per alcuni metri completamente sospesi del vuoto, circondati dalle montagne e dal silenzio.

Al termine del ponte c’è anche una terrazza panoramica, sempre sospesa, da cui potrete scattare foto incredibili. Il ponte è ovviamente sicurissimo, ma oscilla leggermente. Se soffrite di vertigini fareste meglio a rinunciarvi!

Esperienze particolari in giro per il mondo
Photo Credit: Daniela di The Daz box

Alla ricerca delle balene in kayak in California

Ci spostiamo ora negli Stati Uniti D’America, precisamente in California.

Qui Giulia di Viaggiarecongliocchiali ci porta alla ricerca delle balene per il massimo dell’emozione.

Una delle esperienze più belle ed emozionanti vissuta in viaggio è stata senza ombra di dubbio la mia avventura in kayak nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico per cercare di avvistare le balene.

Siamo partiti dalla baia di La Jolla, una località turistica della California meridionale non lontano da San Diego. Abbiamo superato le prime onde un po’ turbolente per poi salpare nelle gelide acque piatte come un lenzuolo ed essere testimoni di un evento unico.

Da dicembre fino ai primi di marzo, infatti, è possibile assistere alla migrazione delle balene grigie. Questi enormi ed eleganti cetacei durante l’inverno lasciano il freddo Artico per avvicinarsi alle temperature più miti delle coste del Messico.

Fare un’escursione di whale watching in kayak, oltre che divertente e quasi adrenalinica, è anche il modo meno invasivo e più rispettoso dell’ambiente per osservare questi animali nel loro habitat naturale.

Con un’imbarcazione a motore, infatti, si rischia di spaventare la fauna marina e di conseguenza allontanarla. Con il kayak, invece, si può vivere un’esperienza quasi alla pari, entrando in punta di piedi in un mondo dove noi umani siamo solo ospiti.

Consiglierei questo tipo di esperienza anche a chi non ha mai provato il kayak prima d’ora.

Le guide sono esperte e dei veri pozzi di conoscenza, sanno mantenere le distanze di sicurezza e mettere il gruppo a proprio agio, anche i meno sportivi.

Purtroppo, però, non si riesce sempre a scorgere le balene grigie in ogni tour. Questi magnifici cetacei non sono ammaestrati, sono liberi in natura e non sempre fanno capolino per stupire gli esseri umani.

Noi siamo stati fortunati, ne abbiamo avvistate ben tre! Se però non fossimo riusciti a vederle, sarei stata soddisfatta ugualmente.

Abbiamo pagaiato per quasi due ore tra delfini dall’aria giocosa, leoni marini così vicini che potevano quasi sfiorarci e altri splendidi uccelli che amano planare sulle calme acque dell’Oceano Pacifico.


A cavallo fra i canyon boliviani

Rimaniamo in America, ma stavolta andiamo a sud.

Eleonora di Avventure Ovunque ci porta alla scoperta dei canyon boliviani in modo alternativo: a cavallo!

Mentre organizzavo il viaggio in Bolivia ho cercato in lungo e in largo informazioni su tutto ciò che si poteva fare nei posti che avremmo visitato.

Fra le esperienze più particolari da provare, una mi ha fatto dire subito “questa non possiamo perdercela”, ed è stata l’escursione a cavallo a Tupiza, tra i canyon del sud della Bolivia!

Sottolineo subito che né io né il mio compagno eravamo mai andati a cavallo, eppure questa esperienza ci è piaciuta moltissimo. Certo, trascorrere cinque ore a cavallo è stato un po’ stancante, ma senza dubbio ne è valsa la pena.

Nel sud della Bolivia infatti c’è una zona caratterizzata dalla presenza di meravigliosi canyon. La terra rossa e le formazioni rocciose, insieme alla vegetazione rada e costituita per lo più da arbusti e cactus, creano un’ambiente incredibilmente scenografico.

La sensazione che si ha è immediatamente quella di trovarsi in un vecchio film western, ed aumenta ancora di più se si tiene conto che proprio in queste zone pare abbiano trovato la morte Butch Cassidy e Sundance Kid, due banditi del Far West (quello vero!) che scapparono in Sud America.

E tra l’altro questi canyon sono stati usati davvero come set per alcuni film!

Esperienze particolari in giro per il mondo
Photo Credit: Eleonora di Avventure Ovunque

Uno degli aspetti migliori dell’escursione poi è stato quello di potersi immergere completamente nell’ambiente.

Eravamo solo noi, la nostra guida ed i tre cavalli. Non c’erano folle di gente, non c’erano neanche altri turisti, non c’era davvero nessuno in realtà.

Per lo più procedevamo nel silenzio, ammirando la natura attorno a noi con un ritmo nuovo, più lento di quello a cui siamo solitamente abituati nella nostra vita moderna.

Di tanto in tanto, o durante le soste, la guida ci spiegava qualcosa e raccontava aspetti della vita in quelle zone. Alla fine, è stata un’esperienza davvero particolare e destinata a rimanere tra i nostri ricordi di viaggio più belli.

Esperienze particolari in giro per il mondo
Photo Credit: Eleonora di Avventure Ovunque

Cercare i koala nella riserva naturale di Tower Hill, Australia

Spostiamoci ora in Oceania, precisamente in Australia con Lucy the Wombat alla ricerca dei koala. Non sono adorabili?

Prima di tutto una confessione: chi scrive è una koalaholic, un’adoratrice e instancabile cercatrice di koala, naturalmente con il solo fine di ammirarli da vicino nel loro habitat.

Vivendo a Melbourne, ho come passatempo il fare gite per perdermi (solo metaforicamente) nelle foreste di eucalipti e avvistare il maggior numero possibile di animali selvatici, in primis gli adorabili orsetti grigi.

Sono diventata brava a scovarli: non è affatto facile, perché i koala amano arrampicarsi fin sulla cima degli alberi più alti e addormentarcisi appallottolati, confondendosi con i nidi degli uccelli. Inoltre, oggi i nostri marsupiali sono sempre meno!

C’è però un posto dove anche chi è alle prime armi non avrà nessuna fatica ad avvistare le iconiche bestiole: la riserva naturale di Tower Hill, nel profondo sud del continente. Un luogo speciale dove un tempo sorgeva un vulcano, di cui oggi non rimane che l’antico cratere a testimonianza del passato intensamente vulcanico di tutta la regione, un tempo abitata da tribù aborigene che oggi collaborano attivamente nella gestione del parco.

Per arrivarci si percorre un breve istmo di terra penetrando in una laguna, dentro cui la nostra riserva è un’isoletta felice dalla geografia irripetibile.

Gli escursionisti troveranno tanti cammini adatti a tutte le gambe, e splendidi panorami.

Un improvviso “thump-thump-thump” in avvicinamento indica solo una cosa: canguri!

Tower Hill è un paradiso per gli amanti degli animali esotici endemici. Oltre ai noti saltatori troverete echidne, pappagalli e curiosi emù, che si aggirano nel parcheggio per sorvegliarvi e possibilmente rimediare del cibo (da non dare loro assolutamente!).

E i koala? Portate il binocolo e guardate in alto, ma anche sui rami più vicini. Non disturbate. Ne uscirete felicissimi, pieni di endorfine; capirete perché Tower Hill è un posto unico al mondo.

Il mio risultato? Ventiquattro koala avvistati e contemplati in un solo pomeriggio!

Esperienze particolari in giro per il mondo
Photo Credit: Lucy the Wombat

Snorkeling con gli squali a Heron Island, Australia

Rimaniamo in Australia per un’esperienza particolare ma sicurissima!

Indossiamo maschera e boccaglio e seguiamo Marina di Maraina in viaggio alla scoperta della barriera corallina australiana a Heron Island.

Se la vostra idea di isola della barriera corallina sia atollo, sdraio, noce di cocco con cannuccia, palme e ozio, avete sbagliato isola. Heron Island è esperienza pura. Esperienza nella natura a 360°.

L’isola è un paradiso naturalistico sia sopra il livello del mare che sotto. Tra l’altro il livello del mare non è mai lo stesso, ma si alza e si abbassa con la marea che quotidianamente a orari prestabiliti sale e scende.

Così al mattino, con la bassa marea, l’attività da fare è il reef walking, ovvero una passeggiata sul top della barriera corallina per vedere da vicino, appena sotto il pelo dell’acqua, coralli, spugne, stelle marine e tridacne, quelle grandi conchiglie con le valve ondulate e rivestite di vero velluto variopinto.

Photo Credit: Marina di Maraina in viaggio

Quando nel primo pomeriggio la marea si comincia ad alzare, a riva giungono le razze: sono così vicine che potresti quasi accarezzarle con la mano: non ci provare nemmeno, non si fa! Però ci si può avvicinare tanto da fare una foto ricordo. Ed è una foto ricordo che spacca!

Nel pomeriggio inoltrato la marea è salita parecchio: finalmente ci si può cimentare nello snorkeling.

Così può capitare di nuotare, con muta, maschera e boccaglio, tra le razze, le tartarughe se siamo fortunati, branchi di pesci che lì per lì confondono. Ma niente equivale a trovarsi in mezzo a un gruppo di lemon shark. Esatto, gli squali della barriera corallina durante l’alta marea si avvicinano a riva e nuotano tranquillamente in mezzo agli umani.

Penso che faccia comodo saperlo prima: io me li trovai davanti, a destra e a sinistra e mi spaventai a morte: era la mia prima esperienza di snorkeling in assoluto, non la dimenticherò mai.

Esperienze particolari in giro per il mondo
Photo Credit: Marina di Maraina in viaggio

In elicottero sui ghiacciai della Nuova Zelanda

Rimaniamo sempre in Oceania, ma stavolta ci spostiamo in Nuova Zelanda.

Agnese di I’ll B right back ci fa volare in elicottero sui ghiacciai.

Ho avuto la fortuna di fare molte esperienze speciali durante i miei viaggi. Alcune di queste in Nuova Zelanda, dove ho vissuto per un anno e ho viaggiato per diversi mesi a bordo di un furgoncino dell’89 insieme al mio ragazzo.

La Nuova Zelanda è la patria degli sport estremi, dell’adrenalina, della natura e dei paesaggi indimenticabili: impossibile non lasciarsi coinvolgere!

Tra le tante attività provate, vorrei raccontarvi della mia prima volta in elicottero: insieme a un operatore locale, ho avuto la possibilità di sorvolare due ghiacciai e di atterrare su uno di essi.

I ghiacciai si chiamano Franz Josef Glacier e Fox Glacier, e sono lunghi 20 e 13 chilometri rispettivamente. Si trovano lungo la costa occidentale dell’Isola Sud, nel Westland National Park che fa parte di Te Wahipounamu, una regione naturale inserita nella lista dei Patrimoni UNESCO.

Esperienze particolari in giro per il mondo
Photo Credit: Agnese di I’ll B right back

I due ghiacciai sono molto speciali, perché sono gli unici al mondo a esistere a così pochi chilometri dal mare e a scendere fino a meno di 300 metri s.l.m nel mezzo di una foresta pluviale!

La vista dall’elicottero è qualcosa di eccezionale: non mi sarei mai aspettata il modo in cui due soli colori, il bianco e l’azzurro, fossero in grado di dipingere quadri di così rara bellezza.

Da lassù si scorgono i dettagli delle crepe del ghiaccio, il suo colore azzurrino, e sembra di essere in un altro mondo: un mondo ovattato, candido e perfetto.

Quando si atterra su uno dei ghiacciai, il bianco accecante ti avvolge come una coccola, non senti freddo perché il sole sembra essere più vicino, e non smetti di sorridere e di pensare che, nonostante tutte le esperienze meravigliose di questo viaggio in Nuova Zelanda, questa debba per forza vincere i primi posti della classifica.

Esperienze particolari in giro per il mondo
Photo Credit: Agnese di I’ll B right back

L’esperienza in un monastero buddista a Kathmandu

Spostiamoci in Asia stavolta, precisamente in Nepal, per un’esperienza un pochino diversa dalle precedenti ma sempre ricca di fascino.

Ce la racconta Elisa di Elimeli.

Quando abbiamo deciso di andare in Nepal, uno degli aspetti che ci interessava conoscere di questo Paese è la profonda spiritualità che permea la sua popolazione, una cosa che accomuna molti Paesi asiatici e che ci affascina molto.

Per questo motivo abbiamo deciso di dedicare circa due giorni del nostro viaggio ad un’esperienza un po’ particolare: trascorrere del tempo in un monastero buddista.

In Nepal ci sono molti monasteri che ospitano i viaggiatori, e alcuni di questi sono anche piuttosto noti, ma noi desideravamo restare lontani da quelli troppo turistici. Così abbiamo scelto di alloggiare in un piccolo monastero di novizi nel centro di Kathmandu. Una sistemazione poco confortevole e sicuramente priva di molti agi che avremmo potuto trovare altrove, ma che ci ha dato tanto, forse anche per questo.

Riassumere quei due giorni non è semplice, ma se non l’avete mai fatto dovete sapere che stare in monastero significa in buona parte passare del tempo… con se stessi. Le attività quotidiane dei monaci sono scandite in modo regolare fra studio e preghiera e noi ci siamo sentiti in dovere di non disturbarli troppo con la nostra presenza.

È stato come fare un viaggio nel viaggio. Abbiamo partecipato insieme ai novizi alla preghiera della sera e a quella del mattino. Abbiamo ricevuto una breve lezione dal monaco anziano. E abbiamo trascorso un po’ di tempo con i giovani monaci, che ci hanno mostrato i loro disegni e sono stati a guardare Luca mentre scarabocchiava nel patio.

Ma soprattutto, abbiamo trascorso molte ore di silenzio nelle nostre stanze (separate, ovviamente) e ci siamo messi in pausa per un po’ dalla frenesia del viaggio e del visitare.

È stato un modo per guardare con maggiore consapevolezza alle nostre comodità, al nostro modo di vivere e di viaggiare. Un’esperienza di cui siamo molto grati.


E ora chiediamo a voi, quale di queste esperienze vi è piaciuta di più?

Raccontateci anche le vostre esperienze particolari nei commenti!

E se cercate altre idee, eccone qualcuna direttamente dal sito:

Nuotare con le balene in Polinesia Francese: sì o no?

Il Bear Refuge di Kuterevo: in Croazia in cerca di orsi

Prelibatezze cambogiane al mercato di Skuon: tarantole fritte (e non)

In volo sulle linee di Nazca, misteri peruviani